Latte, Cia: confronto ancora in alto mare

Latte, Cia: confronto ancora in alto mare

Sul latte siamo ancora in alto mare. Sull’art. 68, previsto dall’accordo dell’health check della Pac, non si intravede, al momento, una valida soluzione. E’ quanto sottolinea la
Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle conclusioni dell’incontro del Tavolo di filiera al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e alla posizione assunta
dalla Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni.

Per il settore lattiero-caseario -avverte la Cia- il confronto è praticamente bloccato. Le proposte del ministro Luca Zaia non sono in grado di dare risposte esaurienti e in tempi rapidi
ai produttori che stanno vivendo una drammatica fase congiunturale con costi di produzione in costante ascesa e con un prezzo del latte alla stalla che ormai da tempo non è più
remunerativo.

Per le imprese zootecniche da latte -sostiene la Cia- non sembrano esserci i fondi necessari per affrontare una crisi che non ha precedenti negli ultimi trent’anni. La situazione rischia
così di aggravarsi ulteriormente ed avere riflessi pesantissimi sullo stesso futuro del settore. Molte sono, infatti, le aziende che corrono il fondato pericolo di uscire dal mercato.

Per questo motivo la Cia evidenzia la necessità e l’urgenza di attivare, da parte del governo, concreti interventi di carattere finanziario per dare un reale sostegno alle imprese
zootecniche di un settore che riveste un’importanza fondamentale e strategica per l’agricoltura e per il sistema economico del nostro Paese.

Stesso discorso per la trattativa per il prezzo alla stalla del latte. Tutto è rinviato ad incontri tecnici tra le parti, ma le prospettive non appaiano certo molto confortanti. In un
contesto così difficile, per la Cia sarebbe, invece, fondamentale un ruolo attivo e autorevole della parte politica, proprio per favorire l’instaurarsi di rapporti interprofessionali
equi e duraturi.

Sull’art. 68, soprattutto dopo la dura presa di posizione delle Regioni, che giudicano negativamente la proposta del ministro e lamentano la mancanza di un adeguato confronto su questa delicata
tematica, lo scenario diventa sempre più fosco. E tutto ciò conferma la validità della posizione assunta, sin da primo momento, dalla Cia. A questo punto è
preferibile non disperdere risorse e procedere alla restituzione degli importi degli aiuti, precedentemente trattenuti agli agricoltori.

In merito alle proposte delle Regioni, la Cia afferma di condividerle, soprattutto quando si rileva l’esigenza di procedere con interventi mirati a sostegno degli agricoltori e di articolare
l’azione attraverso tre aspetti prioritari: qualità, settori in crisi e territori svantaggiati.

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