Toscana: Coldiretti difende il latte italiano

Toscana: Coldiretti difende il latte italiano

By Redazione

Toscana – Coldiretti “denuncia” chi non rispetta il vero latte Made in Italy e scende di nuovo in piazza per salvare le stalle (circa un migliaio gli allevatori tra Pisa e Livorno), i
primati qualitativi e di sicurezza.

Scatta anche a Pisa e a Livorno l'”operazione verità” perché “Cara mamma – recita lo spot scelto in occasione della giornata nazionale degli allevamenti – vogliamo il vero
latte italiano negli scaffali dei nostri supermercati. No all’inganno”.

L’affondo, nei confronti di chi altera le regole, è diretto, e presto saranno anche organizzati “presidi informativi” di fronte ai centri commerciali delle due provincie per “denunciare
– hanno spiegato il Presidente di Pisa, Fabrizio Filippi e il collega di Livorno, Simone Ferri Graziani durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – la mancanza di
trasparenza nella vendita dei prodotti degli allevamenti italiani con la distribuzione commerciale che gioca sull’ambiguità dell’informazione e fa business a danno delle imprese e dei
consumatori”.

Coldiretti contro la distribuzione. Davide contro Golia. Il terreno di scontro: la provenienza dei prodotti alimentari venduti nei supermercati.

Temi e battaglie anticipate e ventilate durante la convention romana di presentazione della “filiera tutta italiana”. E al finto “Made in Italy legalizzato – come hanno apostrofato i due
Presidenti – e alle “trappole autorizzate” che finiscono, nel caso del latte, dentro i formaggi e tutti i prodotti caseari. Un danno notevole per gli allevatori e per il consumatore sempre
più confuso e stordito dalla jungla di prodotti.

“E’ necessario – spiegano i due Presidenti – rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta della provenienza dei prodotti alimentari venduti sugli scaffali, già in vigore per la carne
bovina e per quella di pollo, ma che manca ancora per la carne di maiale, il latte a lunga conservazione i salumi e i formaggi non a denominazione di origine, come previsto dalle iniziative di
legge del Parlamento e del Governo”.

Ma ci sono anche ragioni economiche. “Noi vogliamo che i prodotti della nostra zootecnia e della nostra agricoltura spuntino un prezzo giusto, per compensare il lavoro degli allevatori, senza
danneggiare il consumatore – spiegano – Ci stiamo impegnando per combattere tutte le inefficienze e le speculazioni, complice l’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che è stato
in media del 5,4% superiore al 3,3% dell’inflazione generale, con un differenziale del 2,1% che tende ad allargarsi nel 2009 (2,2% a gennaio), nonostante il forte calo dei prezzi delle materie
prime agricole.

E’ nato per questo il progetto di una filiera tutta agricola e italiana”. Ragioni e motivazioni che saranno inviate al governatore Claudio Martini, all’assessore regionale alla sanità,
Enrico Rossi, ai prefetti, ai presidenti delle Province, agli assessori provinciali alla agricoltura e alla sanità e a tutti i sindaci toscani.

“Difendere la trasparenza – concludono i due Presidenti – è anche l’unico modo per salvaguardare l’agricoltura italiana e locale e per dare valore al lavoro delle imprese agricole che,
da sempre, garantiscono qualità, sicurezza e tutela dell’ambiente”.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD