Udine: Costituzione della nuova DOC interregionale Friuli Venezia Giulia – Veneto del Prosecco
13 Marzo 2009
Udine – Con la richiesta, accolta dall’assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali e Forestali, Claudio Violino, e dal capo del dipartimento delle Politiche di sviluppo economico
del ministero delle Politiche agricole e forestali, Giuseppe Nezzo, avanzata da parte dei produttori vitivinicoli della DOC del Carso di costituire un centro di promozione della nuova DOC
interregionale del Prosecco nell’omonima località situata in comune di Trieste, si è conclusa la prima parte dell’iter procedurale che precede l’audizione pubblica sullo stesso
argomento, prevista ad Oderzo.
A Oderzo saranno presenti i funzionari e i produttori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto interessati dalla costituzione della nuova DOC del Prosecco.
Dopodichè, la proposta di disciplinare della nuova zona a Denominazione di origine controllata Prosecco dovrebbe ottenere dal Comitato nazionale Vini l’approvazione definitiva, per essere
poi sottoposta al parere finale della Ue.
Alla riunione di Violino e Necco con i produttori vitivinicoli della DOC del Carso, svoltasi a Duino, hanno partecipato anche rappresentanti delle organizzazione agricole e degli enti del settore
primario, ed è stato trovato un accordo volto anche alla valorizzazione dei vigneti locali e a sopperire ai limiti strutturali che le aziende locali debbono fronteggiare.
La DOC interregionale Friuli Venezia Giulia-Veneto dovrebbe quindi essere costituita entro l’estate, e produrre la sua efficacia fin dalla prossima vendemmia.
“L’estensione dell’area DOC a cinque Province del Veneto e all’intero Friuli Venezia Giulia – ha ribadito l’assessore Violino nell’occasione – nasce dall’esigenza di tutelare il Prosecco sul
mercato internazionale e di legare il nome del prodotto alla località triestina”.
“Coniugare la notorietà del vitigno, presente soprattutto nel Veneto – ha puntualizzato l’assessore – al nome della località, che invece è nostro, significa salvaguardare uno
dei vini più richiesti e rappresenta un percorso atto a elevare il Prosecco a V.Q.P.R.D. (Vino di qualità prodotto in Regioni determinate)”.
Violino ha altresì voluto rimarcare “che la DOC non certifica solamente la provenienza delle uve ma fotografa il contesto naturale nel quale esse vengono prodotte e i fattori umani che
stanno alla base di ciascuna coltura”.
L’assessore ha concluso il suo intervento fugando gli ultimi dubbi sollevati da alcuni produttori in merito al rapporto non paritario tra la superficie vitata a Prosecco del Veneto (14 mila
ettari) e quella del Friuli Venezia Giulia (200 ettari): “la DOC non può prescindere da un nome geografico e il nome Prosecco appartiene al nostro territorio”.




