Piemonte: Bisogna salvaguardare la produzione regionale di Prosecco Frizzante
20 Febbraio 2009
Torino – “Oggi il 25 per cento dell’intera produzione del Prosecco viene elaborata in Piemonte. Ma se la Regione Veneto adotterà l’annunciato
disciplinare di produzione del vino denominato Prosecco oggi prodotto in Veneto e Friuli Venezia Giulia, istituendo la DOC Prosecco, non sarà più possibile elaborare e
imbottigliare la tipologia frizzante di questo vino al di fuori del territorio geografico della regione Veneto e di quelle ad essa confinanti”.
A lanciare l’allarme è il Consigliere regionale di Forza Italia-Pdl Alberto Cirio, che ha presentato un Ordine del giorno in cui chiede alla Giunta regionale di attivarsi
presso il ministero dell’Agricoltura e il Comitato Nazionale Vini affinché recepiscano l’esigenza di estendere la possibilità di elaborare il Prosecco anche al
di fuori delle regioni di produzione, tutelando così un mercato importante per l’economia piemontese.
“Oggi un quarto della produzione è piemontese, da parte di importanti aziende quali Cinzano, Martini&Rossi, Gancia, Fratelli Martini, Bosca, Toso, Riccadonna e altre
ancora, che lo producono prevalentemente nella tipologia frizzante. Queste aziende hanno sostenuto negli anni uno straordinario sforzo economico per promuovere a livello internazionale
il marchio Prosecco, tanto che ormai in realtà lo stesso vino non si può considerare un prodotto tipico della zona di produzione quanto un autentico prodotto
italiano”, spiega Cirio.
“Nel caso passasse la proposta contenuta nel disciplinare elaborato dalla Regione Veneto – conclude il Consigliere azzurro – le aziende piemontesi hanno annunciato pesanti
tagli del personale stimabili in circa il 30 per cento in quanto, se vorranno continuare a produrre il Prosecco frizzante, dovranno trasferire i loro stabilimenti in Veneto e
Friuli”.




