Consumi, Coldiretti: nel 2008 boom per gli acquisti diretti dagli agricoltori
30 Gennaio 2009
Mille mercati gestiti direttamente dagli agricoltori aperti nelle piccole e grandi città per consentire ai cittadini di fare la spesa al giusto prezzo nel tempo della crisi con
l’obiettivo di raddoppiare il valore degli acquisti effettuati direttamente dagli imprenditori agricoli. E’ questo l’obiettivo annunciato nel corso della Assemblea
elettiva della Coldiretti dove è stato aperto il primo mercato degli agricoltori nel centro dell’antica Roma. Gli agricoltori hanno venduto ai prezzi pagati alla produzione che
sono vantaggiosissimi per i consumatori: praticamente tutta l’ortofrutta ad un euro al chilo con prodotti ancora piu’ convenienti come i kiwi e le carote offerti a 2 euro
per 3 chili o le patate a 2 euro per 5 chili, valori dimezzati rispetto alla media.
Un esempio dei tanti “mercati di campagna” amica già operativi con successo sul territorio (www.campagnamica.it) che la Coldiretti punta a moltiplicare per sostenere
il progetto per “Una filiera tutta italiana e tutta agricola” che punta sul coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap) e di
CoopColdiretti.
Nel 2008 un italiano su due (52 per cento) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore
crescita con un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro. Si tratta – continua la Coldiretti – di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la
necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (63
per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal risparmio (28 per cento). Ma esistono anche – continua la Coldiretti – enormi spazi di crescita con quasi la metà (44 per
cento) dei consumatori che non effettuano acquisti direttamente dai produttori e che non lo fanno perchè non sanno a chi rivolgersi o dove andare, tanto che l’88 per cento
della popolazione si recherebbe in un farmers market se ce ne fosse uno nella propria zona.
I mercati di Campagna Amica – sottolinea la Coldiretti – rappresentano un momento di comunicazione straordinario tra agricoltori e consumatori per far conoscere direttamente ai
cittadini le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare le produzioni Made in Italy e per distinguerle dalle altre anche nei normali canali della distribuzione commerciale,
trasferendo sul mercato i valori forti e distintivi dell’agricoltura italiana.
Non si tratta dunque solo di una questione economica, ma di un canale comunicativo “faccia a faccia” per informare direttamente – precisa la Coldiretti – i consumatori sui
valori di genuinità, sicurezza, distintività territorialità che sono propri della produzione agricola italiana e che sono spesso utilizzati senza fondamento da
industria e distribuzione commerciale. L’obiettivo – sostiene la Coldiretti – è far aprire gli occhi sul commercio di barattoli finti incartati da fiducia vera:
dall’extravergine proveniente da olive tunisine e presentato come italiano, al concentrato di pomodoro cinese spacciato come Made in Italy fino ai prosciutti olandesi venduti come
nostrani.
Con i mercati di campagna amica, le quasi 60mila aziende agricole che vendono direttamente, le 1300 cooperative associate a Coldiretti ed il sistema dei Consorzio Agrari ci sono le
condizioni per creare una filiera tutta agricola e tutta italiana che ha la “firma” degli agricoltori e degli allevatori italiani. Una filiera – conclude la Coldiretti – che
possiede una sua massa critica spostando l’ombrello di garanzia dal singolo prodotto di ogni parte del mondo alla totalità del cibo dei soli territori italiani.





