Crisi: L'analista tedesco Roland Berger presuppone una fusione per salvare la Fiat
9 Dicembre 2008
Berlino – La Fiat è “migliorata notevolmente” in passato con alcuni “modelli di successo”, ma la questione su come superare la crisi rimane: Fiat Auto è già
impegnata in alleanze internazionali e “potrebbe avere senso” per la società una fusione con un produttore nella fascia premium del mercato.
Chi parla è Wolfgang Bernhart, partner della Roland Berger Automotive Competence Center, la divisione della società di consulenza internazionale Roland Berger Strategy
Consultant che si occupa del settore automobilistico. Anche Bernhart, come l’amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne, prevede che “ci sarà un consolidamento del
settore” e sottolinea all’ANSA “che alcuni gruppi potrebbero sparire dal mercato nei prossimi due anni”. “Di sicuro – dice -, in futuro non ci saranno tre grandi compagnie
automobilistiche americane, in particolare non penso che la Chrysler sopravviverà ai prossimi 24 mesi poiché molto probabilmente verrà fusa con la General Motors e
poi entrambe verranno ridimensionate notevolmente”.
Sempre che, aggiunge, non chiedano prima l’amministrazione controllata. “E’ assolutamente vero che bisogna avere una certa dimensione per essere competitivi sotto il profilo della
tecnologia e per finanziare gli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo, soprattutto per quanto riguarda i motori e l’aspetto della sicurezza”, prosegue l’analista
finanziario. “Ma è anche vero che queste dimensioni si possono raggiungere sia attraverso fusioni, sia attraverso alleanze – osserva -. E penso che in questo momento ci sia
ancora più bisogno di cooperazione e alleanze, perché le grandi fusioni sono difficili da gestire”. Tuttavia, non le esclude.
Per quanto riguarda Fiat Auto, Bernhart ricorda anzitutto che la società “é migliorata notevolmente in passato con alcuni modelli di successo, come la Fiat 500”, ma anche
qui, aggiunge, “la questione è come superare la crisi”. Attualmente, Fiat Auto “é già impegnata in alcune joint-venture, come quella con la Tata – ricorda
l’analista – e una fusione potrebbe avere senso sia con una delle compagnie con le quali Fiat Auto ha già un’alleanza, sia con una società attiva nella fascia premium del
mercato, come la Bmw”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





