L’esercito dei “nuovi poveri”: acquisti sottocosto, furti per fame e scarti ortofrutticoli

L’esercito dei “nuovi poveri”: acquisti sottocosto, furti per fame e scarti ortofrutticoli

By Redazione

 

Un’indagine della Cia mette in evidenza una situazione alquanto difficile. In molti ormai non arrivano alla fatidica “quarta settimana”. La crisi economica e i
rincari spingono sempre più gente, soprattutto anziani, ad “arrangiarsi”. Più di un milione ogni giorno si mette in fila nei mercati all’ingrosso per
accaparrarsi la merce rimasta invenduta. In coda, dalle 13.30 alla 14.00, oltre tre milioni presso i banchi ortofrutticoli per ottenere ortaggi, verdure e frutta a prezzi vantaggiosi.

E ai grandi magazzini “saltano” la cassa non solo formaggi, carni, insaccati, vini, ma anche pane e pasta.

Rovistano tra gli scaffali ortofrutticoli dei mercati, comprano a sottocosto, verso l’ora di chiusura dei mercati rionali, arrivano addirittura a rubare prodotti alimentari nei
supermercati. Sono questi i “nuovi poveri”, soprattutto anziani, che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha fotografato, in un’indagine dalla quale risulta una
condizione di sempre maggiore precarietà e di grande difficoltà a causa del crescente costo della vita, in particolare dei rincari dei generi alimentari. In molti, quindi,
si “arrangiano” come possono per poter consumare un pasto ogni giorno.

Un esercito di più di un milione di persone, moltissime delle quali anziani, ogni giorno -afferma la Cia- si reca presso i centri di raccolta dei grandi mercati ortofrutticoli
italiani e si mette in coda per recuperare gli scarti dei prodotti rimasti invenduti e impossibili ormai da vendere. A queste si aggiungono altri tre milioni di individui che si
avvicinano ai banchi ortofrutticoli dei mercati rionali, verso l’ora di chiusura, soprattutto dalle 13.30 alle 14.00, per comprare sottocosto prodotti che ormai i commercianti
reputano di non smerciare più. Una lunga fila di “nuovi poveri” che l’Istat ha quantificato in totale in 7 milioni 542 mila, il 12,8 per cento dell’intera
popolazione.

Un fenomeno -avverte la Cia- che sta assumendo sempre più maggiori dimensioni. La crisi sta, infatti, causando problemi nella spesa per una fascia consistente della popolazione.
In poco meno di cinque anni sono cresciute del 35 per cento le persone, in difficoltà economiche e nell’impossibilità di acquistare prodotti alimentari
quotidianamente, che si affannano tra le cataste di ortofrutticoli scartati dai mercati all’ingrosso accaparrano di tutto, dalla verdura alla frutta. Riempiono le borse di
alimenti, spesso “rovinati”, che non è più possibile vendere. Una realtà che continua a diffondersi e che interessa maggiormente gli anziani. Quelli che
hanno una pensione bassa e che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.

Meno drammatico, ma certamente emblematico -sostiene la Cia- è il fenomeno dell’acquisto a prezzi stracciati di ortofrutta nei mercati rionali. Anche qui non solo gli
anziani, che tuttavia sono la maggior parte, ma anche impiegati, operai, casalinghe. Un affollamento che si concentra verso l’ora di chiusura per cercare di ottenere verdure,
ortaggi e frutta a prezzi vantaggiosi, in quanto i commercianti pensano di non piazzarli più e, quindi, cercano di disfarsene a costi da saldo.

E tutti questi non fanno parte -rileva la Cia- solo delle 2 milioni 653 mila famiglie (l’11,1 per cento del totale) che vive in condizioni di povertà relativa. Molte sono
ormai le famiglie che fanno i conti con la fatidica “quarta settimana”. E il calo dei consumi alimentari, stimato per il 2008, tra il 3,5 e il 5 per cento, è
significativo di una situazione estremamente complessa, soprattutto nel Sud, dove la soglia di povertà arriva anche al 23 per cento. Una povertà diffusa tra le famiglie
numerose, gli anziani che vivono soli o in coppia, con redditi che non superano i 986 euro mensili.

Un dato sintomatico di queste difficoltà economiche viene anche dai furti alimentari nei supermercati. Non sono più i soliti taccheggiatori, i professionisti delle
sottrazioni. Oggi a questi si sono aggiunti anche quelli, specie tra gli anziani, che non riescono a fare la spesa tutti i giorni e così il furto alimentare diventa, purtroppo,
una necessità. Le statistiche, del resto, parlano chiaro. In un anno -sottolinea la Cia- i formaggi (in testa Parmigiano Reggiano e Grana Padano), le carni, gli insaccati e i
vini, ma anche pane e pasta, che hanno “saltato” la barriera della cassa sono cresciuti del 16,8 per cento, per una cifra pari a circa 500 milioni di euro.

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