Arte: La maledizione della statuetta rubata al S. Spirito

By Redazione

 

«La statuetta in bronzo dell’etnia Ashanti Ghana è stata rubata lunedì scorso al complesso del S. Spirito e deve tornare al suo posto prima della fine della mostra,
altrimenti scatterà la maledizione». L’avvertimento è di Emilio Giani, collezionista di «Spiriti Africani», la collaterale della mostra-mercato
«Antiquari nella Roma Rinascimentale», al complesso monumentale del S. Spirito in Sassia fino a domenica 26 ottobre (www.antiquarinellaromarinascimentale.com).

Giani, dopo il furto del raro pezzo della collezione, che risale al 1800 e vale almeno 15 mila euro (dimensioni 24 cm x 15, per 450 grammi di peso), ha rispolverato libri e appunti,
risalendo alla storia della statuetta nera. «Non solo quest’opera è legata ad un rito di Magia Nera di una tribù africana, ma il metallo con cui è stata
realizzata – spiega – proviene dalla fusione delle monete di scambio per acquistare gli schiavi nel 1600-1700, ed è denso di sofferenza». Inoltre, la statuetta, ottenuta
col processo della cera persa, e raffigurante un cavaliere con la spada sguainata, fu utilizzata come contrappeso della bilancia per la misurazione dell’oro: «Molti ricercatori
d’oro di quei tempi – conclude Giani – sono morti per la bramosia del metallo prezioso, sono anche stati assassinati e depredati. La statuetta è testimone di tutte queste energie
negative, che potrebbero essersi risvegliate con il recente furto alla mostra per scatenarsi sull’autore del misfatto. Solo se tornerà al suo posto potrà rientrare la
maledizione».

ULTERIORI APPROFONDIMENTI

Diverse le simbologie della mostra «Spiriti Africani»: dalle maschere con doppie corna che difendono dai malfattori, ai feticci protettori della capanna e della famiglia,
raffiguranti gli antenati, figure magiche legate alla Magia Nera e Bianca, resi potenti dalla forza primordiale dello spirito dello stregone, che incutono rispetto e paura. I Feticci
solitamente vengono infilzati nella terra, davanti alla dimora, per allontanare i malfattori e i nemici e per proteggere la famiglia da stregonerie negative. «La manifestazione
artistica africana che ci è più familiare – spiega la storica dell’arte Marta Montino, curatrice della collaterale – è quella della maschera: chi la indossa,
abbandona la propria identità e si trasforma nello spirito da essa rappresentato. E colui che la utilizza diviene un ponte tra le divinità ed il villaggio».

L’EVENTO IN PILLOLE

Cosa: «Antiquari nella Roma Rinascimentale», 3000 opere d’arte;
Quando: fino a domenica 26 ottobre 2008;
Aperto tutti i giorni: da lunedì a giovedì: ore 14.00-21.00, il venerdì ore 14.00-23.00; sabato e domenica ore 11.00-21.00.
Dove: Complesso Monumentale S. Spirito in Sassia, Borgo S. Spirito 1, Roma, per 2500 mq.
Collaterali: due mostre nella mostra, «Spiriti Africani» (100 opere) e «Arte Erotica» (260 statue)
Ingresso: 12 euro
Internet: http://www.antiquatinellaromarinascimentale.com

 

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