Finanziaria, Misiani (PD): “Governo inerte di fronte alla crisi”
2 Ottobre 2008
“Una relazione irrispettosa del Parlamento e, soprattutto, dei cittadini in ansia per le conseguenze della crisi economica internazionale. E una politica economica del tutto inerte di
fronte alla crisi economica internazionale, in una situazione in cui l’Italia, nonostante le parole rassicuranti di Berlusconi, non solo non è un’isola felice, ma è
addirittura messa peggio degli altri Paesi europei, con crescita zero del Pil, inflazione al 4 per cento, problemi irrisolti di competitività, disoccupazione in forte aumento”.
Lo ha affermato Antonio Misiani, deputato Pd segretario della commissione Bilancio della Camera, intervenendo oggi in occasione del dibattito sulla Nota di aggiornamento al Dpef.
Secondo Misiani, “il Tremonti della legislatura 2001-2006, quello del nuovo miracolo economico italiano, delle cartolarizzazioni e dei derivati, non c’è più, anche
perché la festa è finita. L’economia internazionale attraversa una delle peggiori crisi finanziarie della storia, e servono decisioni in tempi rapidi da parte degli Stati
Uniti e della Ue. La politica economica del Governo – aggiunge Misiani – “ignora il peggioramento della congiuntura, e si limita a riconfermare con la legge finanziaria 2009 la manovra
depressiva varata a luglio. Una manovra che aumenta le tasse, riduce gli investimenti pubblici, taglia le risorse per scuola, enti locali, sanità e sicurezza senza mettere in
campo le riforme strutturali che servirebbero. Per sostenere la crescita economica è invece necessario nel breve periodo rilanciare la domanda interna, riducendo il carico
fiscale su salari e pensioni, e nel medio lungo periodo affrontare di petto i nodi della competitività. Nella politica economica del Governo continua a non esserci quella svolta
che da tempo chiediamo, e che torneremo a sollecitare nelle prossime settimane”.





