La Flai Cgil lancia una campagna per la sicurezza del settore della Pesca

By Redazione

L’internazionale Labour Office (ILO) indica la Pesca come il settore con il più alto tasso di infortuni a livello mondiale, stanti alle stime ufficiali, nel nostro Paese nel 2006 sono
stati denunciati 401 casi di incidenti sul lavoro a bordo di imbarcazioni (banca dati INAIL) ma il dato non rende ragione di un fenomeno assai più esteso e molto poco conosciuto.

Vetustà della flotta – tra le più vecchie d’Europa – scarsità di strumenti di segnalazione, formazione ed informazione carenti, spazi angusti a bordo, per citare solo le
macro criticità del settore in Italia. Il quadro si completa con una consistente fetta di ‘lavoratori ombra’, privi di regolare contratto e di assicurazione. A tutto questo la Flai Cgil
risponde con l’avvio di una campagna si sensibilizzazione per la sicurezza nel settore. Primo appuntamento di questo nuovo impegno il convegno ‘La sicurezza del lavoro nel settore della pesca’,
dove il Segretario generale della Flai Cgil Franco Chiriaco lancia l’allarme: «La sicurezza del lavoro nella pesca è un fenomeno del tutto sottovalutato tanto che in molti arrivano
alla subdola convinzione che infortunarsi o morire in mare sia una cosa da mettere in conto».

Eppure gli indici di infortunio nel nostro Paese sono piuttosto bassi, ma Giovanni Mininni, del Dipartimento Pesca della Flai Cgil, sottolinea che i dati non corrispondono completamente a
realtà: lavoro nero e lavoratori immigrati non rientrano infatti in queste stime. «Anziché parlare di morti annunciate – ha dichiarato il Segretario generale – occorre a
nostro giudizio utilizzare le risorse per rinnovare le flotte e per rendere possibili gli interventi della loro messa in sicurezza, così come vanno colte le opportunità fornite
dal Testo Unico per la sicurezza per la formazione necessaria dei lavoratori». A condividere tale impostazione sembra che ci siano tutti gli attori del settore, prima fra tutti l’IPSEMA a
cui il Testo Unico consegna un importante ruolo di implementazione della formazione e dell’informazione per i lavoratori marittimi.

Antonella De Marco

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