Mutui – accordo Abi / Governo: istruzioni per l'uso

By Redazione

Indispensabile un incontro con l’Abi per chiarire alcuni aspetti tecnici e con il Governo soprattutto per sapere come intende utilizzare i 20 milioni di euro previsti in Finanziaria per i mutui
a favore delle famiglie disagiate.

L’informazione passata sui grandi media rischia di portare a scelte sbagliate molte famiglie

L’accordo Abi-Governo:
1) non prevede riduzioni del costo della rate
2) non prevede benefici di 800-1200 euro
3) non modifica il mutuo da variabile a fisso.

Questi messaggi, parziali ed ingannevoli che sono passati sui media, soprattutto in TV, rischiano di portare numerose famiglie a scelte sbagliate.

Alcune istruzioni per l’uso:

1) chi è in grado di pagare la rata, pur con i relativi aumenti subiti in questi anni, continui a farlo, poiché con l’accordo Abi-Governo rischia di pagare anche 10-12.000 euro in
più rispetto a quanto programmato all’atto dell’accensione del mutuo;

2) chi non è in grado di pagare la rata, prima di aderire eventualmente all’accordo Abi-Governo tenti un negoziato con la propria banca per ridurre il costo della rata, per ottenere uno
spread più basso; valuti, inoltre, la possibilità di cambiare banca a fronte di un mutuo meno costoso.

Ricordiamo che la rinegoziazione non comporta penalità e che la surroga, cioè il imento ad altra banca, non comporta costi. Per avere un’indicazione dei costi dei mutui offerti
dalle varie banche consigliamo di consultare o la rivista Guida Mutui in edicola o i siti internet dedicati. Inoltre dal 2006 ad oggi lo spread si è ridotto mediamente di un punto e
molti mutui rinegoziati hanno ottenuto questo beneficio. Questa è la strada principale da percorrere.
Solo in caso di «fallimento» di rinegoziazione o di surroga e di oggettiva impossibilità a far fronte al pagamento della rata mensile, l’accordo Abi-Governo può
rappresentare una soluzione, poiché l’accordo rappresenta un obbligo per la banca. Basta ricordare che l’accordo non riduce il costo della rata, ma semplicemente isce la quota non pagata
a fine mutuo con i relativi interessi calcolati ogni anno e che non cambia il mutuo da variabile a fisso per cui nel caso in cui nei prossimi mesi i tassi dovessero ancora aumentare anche la
rata aumenterà e l’aumento sarà trasferito in addebito sul conto finanziamento.
L’accordo può essere un’ancora per alcune situazioni familiari, ma non comporta nessun reale vantaggio, semplicemente un rinvio dei costi.

Adiconsum all’Abi e al Governo
» Adiconsum ritiene indispensabile un incontro con l’Abi per chiarire alcuni aspetti tecnici. Fra questi: il costo del conto finanziamento;
» il chiarimento con il Governo è più politico: Adiconsum chiede all’Esecutivo come si intendano utilizzare i 20 milioni di euro previsti in Finanziaria per
il Fondo destinato alle famiglie non più in grado di sostenere i costi del mutuo e chiarimenti sulla detrazione Irpef della quota trasferita sul conto finanziamento;
» Adiconsum ritiene opportuno che la definizione delle modalità concrete di applicazione dell’accordo vengano discusse anche con le associazioni consumatori e
dichiara fin da ora la propria disponibilità.

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