«Verifica dello Stato di salute della Pac»

By Redazione

Il 20 novembre scorso la Commissione ha presentato la sua comunicazione al Parlamento ed al Consiglio europei per la «verifica dello stato di salute della Pac», da allora è
stato avviato un intenso dibattito politico sull’opportunità di approvare o meno -e se sì con quali adattamenti- le ipotesi proposte dalla Commissione Europea.

Il dibattito, come noto, sta entrando nella fase cruciale. Oggi le organizzazioni delle imprese ed i sindacati dei lavoratori del settore presentano il «manifesto di Firenze» che
costituisce la posizione comune e condivisa di tutta la filiera agroalimentare.
Il documento traccia prima di tutto lo scenario in cui ci muoviamo. E, senza reticenze per le innovazioni ed i miglioramenti alla Pac, che vengono considerate un «elemento positivo anche
in vista della prossima revisione del bilancio Ue, raccomanda tuttavia, per lo meno sino al 2013, di procedere con la necessaria gradualità e solo dopo aver valutato gli effetti delle
modifiche.

E’ poi importante la posizione aperta sulla ipotesi di «modulazione progressiva» che sta prendendo corpo a Bruxelles. Si tratta di un’ipotesi che «merita attenzione»
come recita il documento, da valutare in luogo dei forti tagli del plafonamento.
Ciò anche per la possibile utilizzazione delle risorse verso le «grandi sfide» che ci attendono: gestione dei rischi, specie i rischi di mercato, cambiamento climatico,
biodiversità etc.. Si tratta ora di prevedere misure che siano di diretto interesse per le imprese, per sviluppare occupazione, crescita in tutta la filiera a vantaggio di tutti. E’
questa la vera sfida posta dalla «health check».
Tra le altre considerazioni contenute nel documento, si segnala il passaggio in cui si chiede il mantenimento dei pagamenti specifici ancora legati alla produzione, da tutelare per la loro
importanza per alcune aree vocate e per alcune filiere dove non può essere accettata la prospettiva del disaccoppiamento totale.
Infine, degni di nota i passaggi sulla messa a riposo, che va disattivata ma non eliminata completamente, sulla necessità, in merito ad un eventuale aumento delle quote latte, di
«tenere conto del livello di autoapprovvigionamento e dell’equilibrio domanda-offerta» e sulla cautela nell’eliminazione dell’intervento per i cereali.

Il documento di posizione congiunto è stato consegnato al Commissario Fischer Boel ed al Ministro De Castro ed è stato firmato dalle seguenti sigle: Cia, Confagricoltura, Copagri,
Federalimentare, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital, Ascat Unci, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil.

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