L'Adusbef chiede il bonus fiscale alle famiglie
31 Marzo 2008
La notizia dell’inflazione al 3,3% ai massimi dal settembre 1996, conferma 7 anni di denunce dell’Adusbef che a cavallo del concambio lira-euro, aveva segnalato una odiosa speculazione su
alcuni prodotti e servizi di largo consumo, dagli alimentari alla benzina, dai prodotti per la casa alla cena al ristorante, fino agli affitti che vengono solitamente acquistati più
spesso e che per questo pesano di più sulla spesa degli italiani,i quali hanno subito una variazione del 30 per cento,con uno scippo con destrezza di circa 7700 euro a nucleo famigliare
a reddito fisso, per un controvalore di 137 miliardi di euro.
I rincari dal 2002 al 2007 per le famiglie dei lavoratori dipendenti:
RINCARI 2002 1.870 Euro
RINCARI 2003 1.420 Euro
RINCARI 2004 1.330 Euro
RINCARI 2005 970 Euro
RINCARI 2006 1.050 Euro
RINCARI 2007 995 Euro
TOTALE RINCARI 7.635 Euro
RINCARI 2008 (previsionali) 1.700 Euro
RINCARI 2002-2008 9.335 Euro
Diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti hanno subito – con la complicità dell’Istat e dei Governi- una «rapina», soprattutto con il pretesto dell’euro e
l’effetto trascinamento, dal 2002 al 2007, di 137,4 miliardi di euro in tutti i settori della vita produttiva, dai servizi bancari a quelli assicurativi,dalla benzina al gas (e meno male che
c’è l’euro forte!), dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie, ai rifiuti solidi urbani, per non parlare dei mutui a tasso indicizzato a carico del 91 per cento dei richiedenti,
ossia 3,2 milioni di famiglie.
Adusbef chiede quindi al Governo un atto di coraggio,tramite un provvedimento urgente ed una più urgente convocazione straordinaria del Consiglio dei Ministri, per varare un pacchetto di
sgravi e restituire alla famiglie di lavoratori e pensionati a reddito fisso e sotto i 20.000 euro l’anno, un bonus utilizzando il surplus fiscale di 12 miliardi di euro, perché a fronte
del disagio di milioni di cittadini che non riescono più a vivere e sono costretti ad indicibili sacrifici ed a vite sempre più a rate mangiate dalle banche e finanziarie, non
servono le chiacchiere e le promesse elettorali, ma quei fatti concreti e tangibili dove anche una opposizione responsabile, dovrebbe convergere senza un filo di polemica.





