Dialogo sociale: l'Onu ringrazia la Provincia di Biella

By Redazione

Biella – «Tra le varie forme di dialogo sociale, il tavolo di concertazione biellese è stato particolarmente apprezzato sia per la cordialità dell’accoglienza sia
per la qualità dell’informazione ricevuta».

È quanto si legge in un passaggio della lettera che l’Ilo, l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove il lavoro dignitoso in condizioni di libertà e uguaglianza, ha inviato
all’amministrazione provinciale nei giorni scorsi.

L’occasione è il ringraziamento per l’ospitalità che la Provincia ha dato ai rappresentanti di 15 nazioni che il 5 marzo scorso hanno visitato il Biellese nell’ambito di un corso
sul dialogo sociale; una forma di concertazione per la quale il Biellese è stato preso a modello e le cui modalità, come si spiega nella lettera, «hanno particolarmente
colpito i corsisti, fornendo utili spunti per tentare esperienze analoghe nei rispettivi paesi».

Vale a dire Azerbaijan, Eritrea, Etiopia, Ungheria, India, Indonesia, Sudafrica, Ucraina, Serbia, Namibia, Liberia, Malesia, Nigeria, Sudan i cui rappresentati erano stati ricevuti nella sala
Becchia di via Quintino Sella dal vice presidente Flavio Como e dall’assessore al bilancio della Provincia Sergio Pelosi. Tutte nazioni che si affacciano al cosiddetto social dialogue, un
metodo per mettere a confronto le esigenze dei lavoratori e degli imprenditori nella costruzione del processo democratico.

Il corso, organizzato dall’International training center nella sua sede torinese, ha proposto tecniche e strumenti per sviluppare il dialogo fra lavoratori e datori di lavoro, a cui si
aggiungono le amministrazioni pubbliche come propulsori del confronto. Vi hanno partecipato i rappresentanti di associazioni di categoria, ministeri e sindacati dei rispettivi paesi, per
prendere contatti con territori che hanno sviluppato attività di collaborazione fra lavoratori, imprese ed enti pubblici.

I quali hanno potuto conoscere una serie di esperienze a livello italiano e internazionale, accrescere le proprie competenze, conoscere gli strumenti per promuovere un dialogo, confrontarsi su
quanto accade nei rispettivi paesi e stabilire contatti con esperti. Sebbene l’obiettivo sia lo stesso, non esiste un modello unico di dialogo sociale da esportare nel mondo, ma ogni nazione ne
produce una variante, arricchendo di possibilità le situazioni locali.

Quella mattina Como aveva descritto l’attività dell’amministrazione provinciale in materia di dialogo sociale dopo una breve introduzione sul funzionamento della Provincia:
«L’ascolto, il confronto e la condivisione degli obiettivi sono le strategie migliori per lo sviluppo della comunità. Perciò il nostro metodo è quello della
partecipazione di tutti: esigenze e competenze di ciascuno rappresentano una risorsa fondamentale per il governo del territorio e un obiettivo diventa più accessibile se si uniscono le
forze di tutti per raggiungerlo».

L’agenzia Ilo, che riunisce 179 Stati, si propone di promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il
dialogo sulle problematiche del lavoro.

È l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori decidono insieme le politiche e i programmi.

Che cos’è una struttura tripartita? È in sostanza la cooperazione fra governi, imprenditori e organizzazioni dei lavoratori, uniti per favorire il progresso sociale ed economico.
Un dialogo volto a creare consenso e coinvolgere tutti coloro che hanno interessi nel mondo del lavoro.

Il «dialogo sociale» può significare negoziazione, consultazione o semplicemente uno scambio di opinioni; può anche riguardare le relazioni fra lavoratori e dirigenti,
con o senza il coinvolgimento dei governi. All’interno degli organi decisionali, lavoratori e imprenditori insieme hanno un peso pari a quello dei governi. Questo assicura che le norme
internazionali del lavoro, le politiche e i programmi rispecchino il punto di vista di tutte le parti.

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