Gli auguri di Prodi al Santo Padre per la Pasqua
20 Marzo 2008
Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, in occasione della ricorrenza della Santa Pasqua, ha fatto pervenire al Segretario di Stato Vaticano Cardinale Tarcisio Bertone una lettera di auguri
per il Santo Padre.
«La più importante festa della cristianità – si legge nella lettera – giunge quest’anno mentre il mondo è pressato da problemi profondi e complessi, che riguardano il
rispetto dei diritti umani in molti paesi e, sul fronte economico, investono le stesse prospettive dello sviluppo, che ormai viene riconosciuto come non più compatibile con il
mantenimento dell’equilibrio delle risorse del pianeta, se perseguito senza regole».
«Si può dire, con espressione popolare, che oggi i nodi giungono al pettine e la civiltà e il pianeta vanno presentando il conto delle numerose aggressioni subite, mentre
l’uomo comprende di dover rispettare limiti, pur non volendo. Quei limiti cui il cristiano è avvezzo per conoscere il valore profondo della legge di Dio, mentre la rivendicazione di una
indipendenza soggettiva assoluta è spesso un pericoloso presupposto per la costruzione di regole non buone per l’umanità e per comportamenti lesivi della dignità
umana».
Il Presidente Prodi coglie inoltre l’occasione per rinnovare il profondo cordoglio per l’uccisione di Monsignor Faraj Rahho, unito allo sdegno e alla forte condanna per il gesto efferato.
«Questo ennesimo episodio di violenza ed intolleranza conferma il difficile momento che stanno vivendo i cristiani in Medio Oriente, una situazione che mi preoccupa molto e che,
purtroppo, non si limita soltanto a quelli che risiedono nel martoriato Iraq. Una prospettiva che ci esorta a moltiplicare i nostri sforzi a favore della tolleranza e del rispetto reciproco. Il
Governo che ho l’onore di presiedere ha prestato a ciò grande attenzione impegnando, in modo convinto, uomini e mezzi».




