AIDS, Cotto: «la Regione Piemonte realizza DVD ma non li distribuisce nelle scuole»
11 Febbraio 2008
Torino – Centonovantamila copie di un dvd sull’Aids realizzate dalla Regione dovevano raggiungere «a tappeto» la popolazione piemontese a rischio, a quanto pare,
invece di arrivare nelle scuole, sono state semplicemente depositate nelle sale cinematografiche e nelle stazioni ferroviarie, ed è lecito dubitare su una capillare distribuzione.
Mariangela Cotto, vicepresidente del Consiglio regionale, solleva con una interpellanza il problema della distribuzione del documentario «Se domani?voci dal mondo che lotta contro
l’Aids», realizzato dalla Giunta Bresso nel 2006 in collaborazione con l’Asl 20 e con il Segretariato sociale Rai.
«Dopo due anni – spiega Cotto – questo progetto, partito con ottimi propositi, si può definire un vero fallimento. Ottimo il prodotto, con un testimonial di grande successo tra i
giovani, bella l’idea di distribuirlo in occasione della Giornata mondiale dell’Aids del 1° dicembre 2006, peccato che nel febbraio 2007 il dvd doveva ancora essere completato».
In una precedente interrogazione del Gruppo di Forza Italia, era già stato segnalato il ritardo e nella risposta l’assessore alla Sanità aveva garantito che il filmato sarebbe
stato distribuito «anche in relazione alla definizione dei migliori e più proficui canali di distribuzione, capaci di garantire la massima divulgazione, soprattutto per quanto
concerne il raggiungimento della popolazione maggiormente a rischio».
Secondo l’esponente azzurra, invece, le 190mila copie del documentario, per una spesa di 70 mila euro, non sono state diffuse in maniera sistematica, ma semplicemente consegnate alle sale
cinematografiche, presso gli uffici Gtt e nelle stazioni ferroviarie.
«Posso immaginare – aggiunge Cotto – la fine che può aver fatto la maggior parte di quei dvd. Quello realizzato dall’assessorato alla Sanità è senza dubbio un
prodotto di qualità, che meritava un’altra utilizzazione. Il film/documentario avrebbe avuto un impatto ben diverso se, come annunciato in un comunicato ufficiale della Regione, fosse
stato davvero distribuito nelle scuole superiori, ai medici di famiglia, ai Consultori, magari prevedendo momenti di riflessione insieme a insegnanti e operatori, e affrontando il tema della
prevenzione». Cotto ha chiesto un dettaglio della distribuzione del documentario.





