UNC: «Ognuno ha il suo tasso di inflazione»

By Redazione

Roma – Se a gennaio il tasso di inflazione è aumentato del 2,9%, ogni famiglia dovrebbe sborsare in media circa 70 euro in più per tirare avanti, se si prende in
considerazione la spesa media mensile in base ai dati statistici, ma si tratta di un dato puramente teorico.

E’ quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale per il singolo consumatore questo tasso ufficiale non significa niente, in quanto ognuno ha la sua inflazione.
Se il prezzo di un giubbotto di lusso aumenta da 400 a 440 euro -continua la nota- il consumatore ricco che lo compra subisce un tasso di inflazione del 10 per cento, ma se un consumatore medio
compra un normale giubbotto che è aumentato da 50 a 60 euro, subisce un’inflazione del 20 per cento, nonostante il rincaro sia un quarto del precedente.

Ciò dimostra -prosegue l’Unione Consumatori- che il tasso di inflazione, sul quale si fanno tanti discorsi, non significa nulla per quanto riguarda la spesa quotidiana, è una
«media delle medie» che del tutto casualmente può corrispondere a quanto è uscito effettivamente in più dalle tasche del consumatore. Dipende da quanto e da che
cosa consuma, dal reddito, da dove abita, in quale punto di vendita ha fatto i suoi acquisti, dai servizi che ha utilizzato, da ciò che possiede, dalla marca che ha scelto, perfino
dall’ora in cui ha fatto la spesa, considerando che nei mercati rionali verso la fine della mattinata i prezzi scendono.

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