L'ADUSBEF sul nuovo paniere ISTAT

By Redazione

Con quale criterio l’Istat ha aumentato il peso di prodotti alimentari e bevande dal 16,3 al 16,8 per cento,se tantissime famiglie non mangiano più per l’erosione dei redditi,falcidiati
dal carovita,anche con il concorso dell’Istituto di statistica ? E come è possibile incrementare anche i pesi,di un paniere pieno di buchi,messo alla berlina perfino dall’ultima ricerca
di Bankitalia sui redditi, su abbigliamento e calzature, trasporti, istruzione, servizi ricettivi e di ristorazione, se anche i commercianti concordano con una contrazione dei consumi per tali
beni e servizi ?.

Con quale credibilità Istata assegna all’assicurazione sui mezzi di trasporto,che costa ad ogni italiano assicurato almeno 1.000 euro l’anno ed in continuo aumento, un peso irrealistico
(12.109),meno dei servizi per l’igiene personale (13.849) e poco più di fiori e piante (6.564) ?
Le accuse di una speculazione selvaggia e di dati Istat taroccati,avanzate dal 2002 da Adusbef e Federconsumatori, hanno trovato conferma più autorevole nell’ultima ricerca di
Bankitalia: «Tra il 2000 e il 2006 i redditi delle famiglie (con capofamiglia dipendente) sono rimasti in termini reali sostanzialmente stabili, con un incremento dello 0,3% (media tra
due periodi, 2000-2004 e il 2004-2006. Vale a dire, nel periodo 2004-2006 i redditi di queste famiglie hanno mostrato un incremento pari al 4,3% e tale miglior andamento «compensa
soltanto in parte la riduzione osservata fra il 2000 e il 2004, mentre le famiglie dei lavoratori autonomi, hanno avuto incrementi del 13,1%».

Secondo i dati di Adusbef e Federconsumatori,
questi i rincari dal 2002 al 2007 per le famiglie dei lavoratori dipendenti:

RINCARI 2002 1.870 Euro
RINCARI 2003 1.420 Euro
RINCARI 2004 1.330 Euro
RINCARI 2005 970 Euro
RINCARI 2006 1.050 Euro
RINCARI 2007 995 Euro
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TOTALE RINCARI 7.635 Euro
RINCARI 2008 (previsionali) 1.700 Euro
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RINCARI 2002-2008 9.335 Euro

Diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti,hanno subito – con la complicità dell’Istat una «rapina»,soprattutto con il pretesto dell’euro e l’effetto
trascinamento,dal 2002 al 2007, di 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva, dai servizi bancari a quelli assicurativi,dalla benzina al gas (e meno male che c’è l’euro
forte !), dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie, ai rifiuti solidi urbani,per non parlare dei muti a tasso indicizzato a carico del 91 per cento dei richiedenti,ossia 3,2 milioni di
famiglie.
Adusbef e Federconsumatori, che hanno sempre denunciato l’irreale statistica rappresentata dall’Istat,che ha contribuito,con la dinamica dei mancati adeguamenti salariali, a portare milioni di
famiglie alla bancarotta,non escludono (provocatoriamente) una class action contro i vertici dell’Istat,che anche con il nuovo paniere pieno di buchi,continuano a rappresentare un carovita
«virtuale» rispetto ad aumenti reali ed ai continui salassi subiti da milioni di cittadini.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

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