La Solidarietà dei Trevigiani per il Sud-Est Asiatico

By Redazione

Treviso – A tre anni dalla tragedia dello tsunami che colpì il sud-est asiatico, la Provincia di Treviso con soddisfazione festeggia la piena attività del centro di
accoglienza per gli orfani delle vittime in Thailandia, costruito con il contributo dei trevigiani nell’ambito di un progetto realizzato dai Padri Salesiani assieme alla Ong VIS.

Erano stati 137.000 gli euro raccolti nel fondo «Emergenza Asia», un conto corrente messo allora a disposizione della Provincia di Treviso per le donazioni. Nell’immediato, 23.115
euro erano stati destinati alla dottoressa Todescato in India. Il resto invece è stato destinato, dopo un’attenta selezione, a questo progetto, che prevede la realizzazione di un centro
accoglienza a Bangsak, località marittima sita sulla costa sud-occidentale della Thailandia, una delle zone maggiormente colpite dal maremoto. Il centro può ospitare 200 bambini
in forma residenziale e altri 500 possono partecipare alle attività ricreative durante la giornata. È gestito dai responsabili Salesiani e del Vis, con l’impiego di maestranze,
attrezzature e materiali disponibili in loco, così da contribuire anche all’economia locale.

«La generosità dei trevigiani è concreta e ha un volto – spiega orgoglioso il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – in questi giorni nei quali tiene banco
la polemica del mancato arrivo dei finanziamenti nel Sud-Est Asiatico, voglio far sapere ai cittadini della Provincia di Treviso che non un solo euro è stato sprecato: i 137.000 raccolti
grazie alla generosità della nostra gente, confermatasi ancora una volta la provincia più solidale d’Italia, sono serviti a costruire le prime due case alloggio di questo centro
polifunzionale, che serve a soddisfare i bisogni di servizi di accoglienza residenziale e di sostegno psicologico per gli orfani dello tsunami, nonché di servizi educativi e ricreativi
per bambini e adolescenti dell’area. Un ringraziamento va fatto ai Padri Salesiani e alla Vis per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo. Il centro chiamato «Don Bosco Home»
attualmente ospita già 160 bambini dai 6 ai 12 anni. Confesso che quando ho visto le foto dei ragazzi felici, della splendida struttura e la targa in cui c’è scritto
«costruita grazie al contributo dei cittadini della Provincia di Treviso» mi sono commosso. E allo stesso tempo sono stato assolutamente orgoglioso. Allora voglio esprimere il mio
grazie di cuore ai trevigiani. Grazie davvero, questa è la vostra – nostra – vittoria della solidarietà».

Ogni casa-famiglia è su un unico piano, con una superficie media di circa 230 m2. E’ dotata di cucina, sala pranzo, bagni e sale per attività comuni, camere da letto per i
beneficiari e per gli assistenti/operatori sociali. I lavori sono stati direttamente seguiti dalla controparte locale che si è avvalsa della stabile collaborazione di un tecnico locale.
Un consulente del VIS, attraverso apposite missioni in loco, ha non solo monitorato i lavori di costruzione, ma ha anche curato in collaborazione con la controparte l’organizzazione delle
attività educative e di accoglienza e il progressivo inserimento dei beneficiari nelle nuove strutture. Per ogni casa-famiglia, come previsto dal progetto, sono state acquistate le
attrezzature, il mobilio e ogni altra utilità di uso comunitario necessaria per l’efficace funzionamento delle strutture realizzate.

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