Affluenti del Tevere e dintorni allo studio di Provincia di Viterbo, Università e Autorità di bacino
8 Dicembre 2007
Viterbo – Individuare e mappare le aree della Tuscia attraversate dagli affluenti del Tevere e a potenziale rischio inondazioni e smottamenti, è l’oggetto della convenzione –
denominata “Studio preliminare del rischio idraulico per i bacini idrografici del rio Torbido, torrente Rigo, torrente Vezza e bacini minori, inclusi nel territorio della provincia di Viterbo”
– siglata dall’assessorato all’Ambiente della Provincia, con il dipartimento Gemini (Geologia e ingegneria meccanica, idraulica e naturalistica per il territorio) dell’Università della
Tuscia – rappresentata dai docenti Salvatore Grimaldi e Paolo Biondi, e dal ricercatore Andrea Petroselli – e l’Autorità di bacino del fiume Tevere – presenti il segretario generale
Roberto Grappelli e il dirigente dell’ufficio studi e documentazione, Remo Pelillo.
“Scopo della convenzione, che ha durata di 18 mesi – spiega l’assessore Tolmino Piazzai – è individuare quali sono le aree a potenziale rischio idrogeologico e quindi procedere alla loro
perimetrazione. Esistono infatti zone apparentemente stabili e sicure e che invece, in caso di eventi atmosferici particolarmente violenti, potrebbero essere interessate da fenomeni di piena
improvvisa, che potrebbero generare inondazioni e dissesti idrogeologici”.
Il risultato dello studio sarà quindi uno strumento utile per la gestione di queste aree da parte di palazzo Gentili. “La convenzione, della durata di 18 mesi, produrrà i primi
dati tra 6 mesi – conclude Piazzai – e consentirà alla Provincia di utilizzarla per una pianificazione territoriale più efficace, intervenendo con la messa in sicurezza di quei
torrenti secondari che gravitano sul Tevere e che dovessero risultare a pericolo di esondazioni. La prevenzione, in materia di difesa del suolo, rimane l’arma più efficace”.





