Amaro del Ciclista Talk a Milano: buon bere, ciclismo e convivialità contro la solitudine della città
7 Ottobre 2026
Al Barbruto di Milano il format di Casoni Liquori con Riccardo Magrini e Luca Gregorio. Storie, musica, ciclismo e Amaro del Ciclista diventano un’occasione per incontrarsi e riscoprire il piacere di stare insieme
Milano è una città piena di persone e, paradossalmente, anche una città nella quale è facile sentirsi soli.
Si corre per andare al lavoro, si corre agli appuntamenti, si corre perfino quando si esce per divertirsi. Migliaia di persone si incrociano ogni giorno sui mezzi pubblici, nei locali, negli uffici e per strada, ma incontrarsi davvero è un’altra cosa.
È anche per questo che il buon cibo e il buon bere possono continuare ad avere una funzione sociale importante. Non soltanto qualcosa da mangiare o da versare in un bicchiere, ma un pretesto per fermarsi, sedersi allo stesso tavolo, parlare con qualcuno e magari ascoltare una storia curiosa.
Da questo punto di vista una serata come Amaro del Ciclista Talk, approdata il 6 ottobre al Barbruto di Milano, racconta qualcosa che va oltre la promozione di un prodotto.
Racconta il piacere, piuttosto antico ma per nulla superato, di ritrovarsi attorno a un bicchiere e a delle storie.
Quando il ciclismo diventa racconto
Il format, ideato da Casoni Liquori, porta in diverse città italiane un incontro nel quale il ciclismo viene raccontato non soltanto come sport ma attraverso i suoi personaggi, gli aneddoti, le imprese, le sconfitte e quella quantità quasi inesauribile di storie che accompagna da sempre il mondo delle due ruote.
A Milano i protagonisti sono stati Riccardo Magrini e Luca Gregorio, due delle voci più note del ciclismo su Eurosport.
Magrini, ex ciclista professionista e successivamente direttore sportivo, e Gregorio, giornalista e telecronista, hanno costruito negli anni un modo di raccontare le corse fatto certamente di competenza tecnica, ma anche di ironia, spontaneità e digressioni.
E forse è proprio questo uno dei motivi della loro popolarità: una tappa del Giro, del Tour o della Vuelta non viene soltanto descritta. Diventa una storia.
Il ciclismo, del resto, si presta particolarmente bene al racconto.
Ci sono le grandi salite e le fughe impossibili, ma anche i gregari, le sconfitte, le crisi improvvise, i paesi attraversati dalla corsa e le vicende personali degli uomini che pedalano.
È uno degli sport nei quali la memoria continua ad avere un peso enorme: certe imprese vengono raccontate ancora decenni dopo che i protagonisti hanno appeso la bicicletta al chiodo.
Amaro del Ciclista Talk, tra storie e convivialità

Amaro del Ciclista Talk nasce proprio mettendo insieme questi elementi.
Non è una conferenza tradizionale e non è nemmeno semplicemente una degustazione. Il format unisce storytelling, musica, intrattenimento e convivialità, trasformando il ciclismo nel filo conduttore di una serata informale.
Al centro naturalmente c’è anche Amaro del Ciclista, prodotto da Casoni Liquori.
L’amaro può essere consumato liscio, con ghiaccio oppure utilizzato nella miscelazione. La versione originale ha una gradazione alcolica del 26% ed è realizzata attraverso l’estrazione a freddo di piante aromatiche.
La ricetta utilizza venti botaniche, tra cui rabarbaro, china, liquirizia, genziana, ginepro, achillea moscata e cardo benedettino. Nel profilo aromatico emergono soprattutto le note della china e della liquirizia.
Ma particolarmente curiosa è la storia che il marchio lega alla nascita dell’Amaro del Ciclista.
L’ispirazione arriva dal racconto di un bisnonno che percorreva in bicicletta la strada dalla pianura alle colline modenesi per raggiungere la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie. Dopo il lungo viaggio, il padre della giovane gli offriva un amaro insieme all’uovo con lo zucchero.
Una storia familiare molto semplice, quasi da un’Italia che sembra lontanissima da quella contemporanea, e proprio per questo efficace nel collegare bicicletta, fatica, incontro e convivialità.
Casoni, oltre due secoli di storia
Dietro Amaro del Ciclista c’è Casoni Liquori, azienda fondata nel 1814 a Finale Emilia.
Oggi l’impresa conta oltre 80 addetti, esporta in più di 60 Paesi e produce oltre 30 milioni di bottiglie all’anno.
Il portafoglio comprende, oltre ad Amaro del Ciclista, Gin Tabar, vermouth, Aperitivo 1814, Nocino, Limoncello, prodotti ready to drink e Sassolino, uno dei liquori storicamente legati alla tradizione modenese.
Una produzione che prova quindi a tenere insieme tradizione e nuovi modi di consumo degli spirits.
A Milano c’è ancora bisogno di occasioni per stare insieme
Ma tornando alla serata milanese, forse l’aspetto più interessante rimane un altro.
Un marchio può organizzare un evento per farsi conoscere – ed è evidentemente anche questo l’obiettivo – ma può farlo creando nello stesso tempo un’occasione reale di incontro.
E in una città come Milano non è poco.
Si parla spesso di nuovi format, esperienze e marketing esperienziale. Termini piuttosto sofisticati per descrivere qualcosa che, in fondo, abbiamo sempre fatto: trovarci attorno a un tavolo, bere qualcosa insieme e raccontarci delle storie.
Forse non occorre inventare continuamente nuovi modi per socializzare. A volte basta recuperare quelli che avevamo già.
E il ciclismo, con la sua sterminata collezione di racconti, personaggi e imprese, sembra un ottimo argomento con cui cominciare la conversazione.
Perché il buon bere, quando rimane consapevole e soprattutto condiviso, può essere anche questo: non soltanto ciò che abbiamo nel bicchiere, ma l’occasione che quel bicchiere ci offre per alzare gli occhi e parlare con chi abbiamo di fronte.
Siti internet
Casoni Liquori
www.casoni.com
Amaro del Ciclista
www.casoni.com/del-ciclista
Amaro del Ciclista Originale
www.casoni.com/del-ciclista/amaro-del-ciclista
Articolo aggiornato al 5 ottobre 2026. Gli articoli pubblicati sono realizzati a firma dell’Autore, o della Redazione, con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per attività di ricerca, organizzazione e revisione. L’impostazione editoriale, la selezione delle fonti e la responsabilità dei contenuti sono della Redazione Newsfood.






