Vinitaly 2026 nei primi due giorni: impressioni, criticità e nuove tendenze tra giovani, mercato e futuro del vino italiano.

Vinitaly 2026 nei primi due giorni: impressioni, criticità e nuove tendenze tra giovani, mercato e futuro del vino italiano.

By Giuseppe

Comolli tra stand, incontri e numeri ufficiali, vede emergere criticità, nuove dinamiche e un cambio generazionale che ridisegna il futuro del vino italiano e del “non più vino”… senza più anima, senza personalità

Il Punto e Virgola di Comolli – Speciale Vinitaly 2026
Primi due giorni: impressioni, voci di corridoio e segnali dal mercato


Il nuovo Punto e Virgola di Comolli su Newsfood

Vinitaly 2026 visto da dentro.

Meno aziende, più giovani, tanti dubbi e qualche certezza.
Il mondo del vino sta cambiando davvero.

Le prime impressioni di Comolli su Newsfood

Quello che emerge dai primi giorni di Vinitaly 2026 non è solo una fotografia di settore, ma il riflesso di cambiamenti profondi: nei consumi, nelle generazioni, nei modelli economici.

Il vino italiano non ha bisogno solo di promozione. Ha bisogno di visione, responsabilità e scelte.


Newsfood.com, 13 aprile 2026 – Giampietro Comolli:
Le parole, tante, del mondo politico e vertici di governo presente sono già riportate da altri. Ho raccolto le voci e considerazioni di amici (vecchi e giovani) fra gli stand e i padiglioni, visto che dal 1983 non ho mai mancato di essere presente a Verona e nel 1984 ho ricevuto la medaglia in fiera dalla Regione Emilia-Romagna per la realizzazione del padiglione Enoteca Regionale.

Ho subito toccato con mano (e visto) lo stato elegante del padiglione emiliano, ma spazi ampi e vuoti, meno aziende. La quasi assoluta mancanza dei Consorzi di Tutela, a parte Lambrusco e Ente Vini. Colli Piacentini totalmente scomparsi, solo 2 aziende presenti. Delusione e rammarico per la totale assenza nelle parole del patron Stefano Perini de Il Poggiarello e 4Valli, azienda leader per presenza sul mercato con altre due cantine Vicobarone e Valtidone. I vini di Piacenza “fiori all’occhiello regionali” (così definiti da assessore Alessio Mammi) sono dispersi per incapacità gestionale e per presunzione e sicurezza di verità in tasca.

Una situazione confermata da Giovanni Derba, storico (da 50 anni) rappresentante AIS regionale, provinciale e nazionale: figura che ha seguito e segue le 100 piccole cantine “dei colli” che attendono la Docg Malvasia e Rosso da oltre 20 anni. Tempo buttato alle ortiche.

Incontro con Carlo Cracco (dopo gli anni di conoscenza reciproca all’Albereta con Gualtiero Marchesi nel 1993-1995) molto piacevole, ora anche vignaiolo (mi ha promesso un assaggio riservato delle sue produzioni emiliane), si è inventato la “Piadina alla Cracco”. A quando la Bortellina alla Cracco, o il Batarò o la Chisola…?


Presenze, pubblico e segnali dalla fiera

Ma anche la fiera non scherza in termini di presenze e visibilità: la “bottiglia mega (non maga)” enorme orizzontale piazzata all’ingresso della fiera ha rappresentato l’attrazione per un pubblico più ridotto nel numero (costi, viaggio albergo e con un lunedì dedicato ad operatori), ma composto soprattutto da giovani.

Sono stato impressionato dalla ampia presenza di giovani da 20 a 40 anni. Assenza (forse meglio così, mi ha detto qualche amico) dei giovanissimi (16-22 anni) che 10-20 anni fa erano ben presenti.

Forte presenza di cantine nei padiglioni delle regioni del Sud ad iniziare da Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Campania, Lazio e “parte del leone” per i quasi 3 padiglioni targati Veneto.


Premi, consorzi e protagonisti

53 anni di vita del Premio Benemerito Cangrande, oggi intitolato al direttore-ideatore di Vinitaly Angelo Betti. Nel tempo diventato un premio delle singole Regioni italiane a imprenditori sempre più legati al mondo politico-sindacale.

Incontro Gianluca Argati, responsabile del Consorzio Franciacorta, tra i più organizzati e presenti. Argati è impegnato a mantenere una linea coerente con i principi della Docg.

Riccardo Ricci Curbastro ed Emanuele Rabotti si dichiarano ottimisti, ma non nascondono apprensione per il mercato europeo.

Carlo Pietrasanta guarda con precisione al mercato estero e alle azioni di Vinitaly nel mondo, sostenendo l’importanza dell’enoturismo come leva strategica.


Numeri ufficiali e dubbi reali

4000 cantine presenti, tutte le regioni, 1000 buyers stranieri e oltre 1000 comunicatori accreditati.

Dai padiglioni emergono però dubbi sull’efficacia degli investimenti delle regioni del Sud, spesso orientati più alla comunicazione locale che ai mercati internazionali.

Prima si comunica, poi si vende. Ma…?


E-commerce e mercato in trasformazione

Il mondo dell’e-commerce nel 2025 ha mostrato segnali contrastanti. Stefano Baldi (Enolò) evidenzia un cambio radicale: il mercato è sempre più guidato dal prezzo finale della bottiglia, meno da qualità e origine.


Donne del vino e fragilità del sistema

Le Donne del Vino, tra cui Daniela Mastroberardino e Donatella Cinelli Colombini, segnalano una situazione delicata e la necessità di decisioni urgenti.

Le imprese femminili mostrano maggiore capacità di adattamento e redditività superiore del 5-7%.


Mancanza di figure strategiche

Molti osservatori segnalano l’assenza di nuove figure manageriali di alto livello nel settore.

Mancano direttori strategici, CEO e figure poliedriche capaci di guidare il cambiamento.


Vino, no-vino e nuove frontiere

Nasce il vino-non-vino: mix di mosto d’uva, vino dealcolato e kombucha.

Il salutismo spinge nuove categorie ibride di consumo.

Ne vedremo molte altre.


Un punto per fermarsi, una virgola per andare oltre

Clicca qui per vedere la rassegna stampa sempre aggiornata di “Il Punto e Virgola di Comolli”

 


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