Zootecnia italiana: tra rilancio produttivo, nuova PAC e ricambio generazionale

Zootecnia italiana: tra rilancio produttivo, nuova PAC e ricambio generazionale

By Giuseppe

Assocarni riunisce istituzioni e filiera: 13 miliardi di fatturato, ma autosufficienza scesa al 37%

Ddl “Coltiva Italia” stanzia 1,05 miliardi di euro per l’agricoltura, di cui 300 milioni destinati al comparto bovino, puntando in particolare sulla linea vacca–vitello per rafforzare la sovranità alimentare.

 

Newsfood.com, 27 novembre 2025

La zootecnia italiana rilancia il proprio ruolo strategico nell’economia agroalimentare: alla tavola rotonda promossa da Assocarni a Roma, produttori, distribuzione e politica si confrontano su nuova PAC, sovranità alimentare, sostenibilità e ricambio generazionale.
Produzione in crescita, ma autosufficienza in forte calo: Assocarni riunisce la filiera per discutere il futuro della zootecnia italiana tra PAC, Mercosur e nuove politiche di sostegno.

 

Zootecnia italiana: tra rilancio produttivo, nuova PAC e ricambio generazionale

Assocarni riunisce istituzioni e filiera: 13 miliardi di fatturato, ma autosufficienza scesa al 37%

La zootecnia italiana torna al centro del confronto nazionale con la tavola rotonda promossa da Assocarni a Roma: “Il futuro della zootecnia italiana tra sfide economiche, nuova PAC e ricambio generazionale”. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti della produzione, della distribuzione e del mondo politico per discutere le prospettive di un comparto che vale oltre 13 miliardi di euro tra allevamento e industria.

Nonostante una crescita produttiva del 6,3% nel 2024 (circa 659 mila tonnellate di carne bovina), resta critico il dato sull’autosufficienza nazionale, scesa al 37%, con una forte dipendenza dai ristalli esteri. Al centro del dibattito, il Ddl “Coltiva Italia”, che stanzia 1,05 miliardi di euro per l’agricoltura, di cui 300 milioni destinati al comparto bovino, puntando in particolare sulla linea vacca–vitello per rafforzare la sovranità alimentare.

Assocarni ha inoltre sollecitato attenzione sulla futura PAC 2028–2034, sul rinvio del Regolamento europeo sulla deforestazione e sulla necessità di reciprocità negli accordi internazionali, incluso il Mercosur. Significativo anche il contributo del settore ovicaprino, strategico per il presidio delle aree interne e con importazioni in aumento del 5%.


gio 13 nov, 2025
COMUNICATO STAMPA TAVOLA ROTONDA ASSOCARNI “IL FUTURO DELLA ZOOTECNIA ITALIANA TRA SFIDE ECONOMICHE,NUOVA PAC E RICAMBIO GENERAZIONALE”
Fatturato tra allevamento e industria pari a 13 miliardi, produzione in crescita del 6,3%, ma tasso di autosufficienza crollato al 37%. Roma 13 novembre 2025 – La zootecnia italiana è tornata al centro del dibattito nazionale con la tavola rotonda “Il futuro della zootecnia italiana: tra sfide economiche, nuova PAC e ricambio generazionale”, promossa da Assocarni e moderata dalla giornalista Alessandra Viero, con un’introduzione a cura di CLAL sull’andamento dei mercati bovino e ovino.
La filiera bovina italiana ha confermato una forte capacità di adattamento in un contesto europeo in contrazione. Dopo mesi di volatilità, il mercato si sta stabilizzando, ma permangono criticità strutturali legate alla bassa autosufficienza – ancora sotto il 40% – e alla dipendenza dai ristalli esteri. «Il mercato resta complesso ma mostra segnali di stabilità grazie al lavoro di tutta la filiera.
Ora serve consolidare questi risultati con politiche di lungo periodo e relazioni più equilibrate con la distribuzione. Con il Ddl “Coltiva Italia”, il Governo ha ascoltato l’appello degli allevatori e produttori italiani, scegliendo di investire in modo mirato sulla linea vacca–vitello: è la via per ridurre la dipendenza dai ristalli esteri e rafforzare la sovranità alimentare del nostro Paese», ha dichiarato Serafino Cremonini, Presidente di Assocarni.
Il Ddl “Coltiva Italia” prevede una dotazione complessiva di 1,05 miliardi di euro per l’intero settore dell’agricoltura, inclusa la zootecnia. All’interno di questo budget, 300 milioni di euro sono destinati al comparto bovino: il 70% alla linea vacca–vitello e il 30% all’impiego di seme sessato. Il confronto tra produzione e distribuzione ha messo in evidenza la necessità di un nuovo patto di filiera, fondato su accordi stabili, indicatori di costo condivisi e una comunicazione trasparente su origine, benessere animale e sostenibilità.
Nella seconda parte dei lavori, dedicata al dialogo con il mondo politico e parlamentare, è emersa la volontà condivisa di preservare la competitività del settore zootecnico nel quadro della prossima PAC 2028–2034, evitando il rischio di una rinazionalizzazione delle risorse e valorizzando la specificità dei sistemi di allevamento italiani. È stata inoltre ribadita la necessità di posticipare di dodici mesi l’applicazione del Regolamento europeo sulla deforestazione, per evitare distorsioni tra Stati membri, e di garantire reciprocità negli standard e controlli efficaci nell’ambito dell’accordo Mercosur.
Per concludere, Assocarni ha ringraziato il Ministro Francesco Lollobrigida per la costante attenzione dimostrata nei confronti del comparto zootecnico italiano e, da ultimo, per la posizione assunta sul Regolamento europeo sulla deforestazione, che comporterà costi e complessità significative per gli operatori. Alla tavola rotonda, sono intervenuti nella parte dedicata al mondo produttivo, Cristiano Fini (Presidente CIA), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura e COPA) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), Piero Camilli (Vicepresidente Assocarni con delega al settore ovino), Paolo Cetorelli (CE.DI.Gros), Giuliano Marchesin (Direttore OI IntercarneItalia) e Claudio Mazzini (Coop Italia). Nella parte dedicata al dialogo con il mondo politico e parlamentare, sono intervenuti il Sen. Giorgio Maria Bergesio (Vicepresidente Commissione Agricoltura del Senato), il Sen. Luca De Carlo (Presidente Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato), il Sen. Stefano Patuanelli (Componente Commissione Bilancio della Camera) e l’On. Raffaele Nevi (Vicepresidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati). Dati di settore Secondo CLAL, nel 2024 la produzione italiana di carne bovina ha raggiunto circa 659 mila tonnellate (+6,3% sul 2023), con un grado di autoapprovvigionamento crollato al 37% e un fatturato che tra allevamento e industria supera i 13miliardi di euro*.
A completare il quadro, il settore ovicaprino – con un valore complessivo superiore a 900 milioni di euro tra carne e latte – conferma la propria importanza strategica per il presidio territoriale e ambientale delle aree interne e per il mantenimento di una produzione tipica di alta qualità con un patrimonio ovino nazionale in lieve aumento e con le importazioni di carni ovine in crescita di circa il 5% su base annua.

Zootecnia italiana: sfide, PAC e autosufficienza – Assocarni

Assocarni riunisce la filiera della zootecnia: produzione in crescita, 13 miliardi di fatturato e nuove sfide tra PAC, Mercosur e autosufficienza. Zootecnia italiana: sfide, PAC e autosufficienza – Assocarni


Zootecnia italiana 2024

  • Fatturato complessivo: oltre 13 miliardi di euro (allevamento + industria)

  • Produzione carne bovina: 659.000 tonnellate

  • Variazione su 2023: +6,3%

  • Grado di autosufficienza: 37%

  • Risorse Ddl “Coltiva Italia”: 1,05 miliardi €

  • Fondi destinati al comparto bovino: 300 milioni €

    • 70% linea vacca–vitello

    • 30% seme sessato

  • Settore ovicaprino: valore > 900 milioni €

  • Importazioni carni ovine: +5% annuo


 TAG: zootecnia, Assocarni, carne bovina, zootecnia italiana, PAC 2028, allevamento, filiera carne, sovranità alimentare, agricoltura italiana, settore ovicaprino

Foto cover: Serafino Cremonini (Archivio Newsfood.com)

 

Redazione Newsfood.com
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