Regione Lombardia approva la Risoluzione sull’assistente infermiere: FIALS Milano attacca
20 Novembre 2025
“Misure confuse, rischi elevati e un provvedimento destinato al flop”
Mauro Nobile: «È passata una Risoluzione che prova a mettere ordine, ma le falle restano enormi»
Milano, 20 novembre 2025
Il 18 novembre, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una Risoluzione che introduce “paletti più stringenti” per l’utilizzo della nuova figura dell’assistente infermiere.
Secondo molti osservatori, il provvedimento rappresenta un tentativo tardivo di rimediare a una normativa nata male e comunicata peggio. Per FIALS Milano, però, questa correzione non basta.
«La toppa non basta»: la posizione di FIALS Milano
«La Risoluzione approvata ieri riconosce implicitamente che il quadro era confuso e pieno di rischi» afferma Mauro Nobile, Segretario FIALS Milano. «Ma anche con questi nuovi paletti restano intatti i nodi strutturali: un profilo senza un vero inquadramento contrattuale, con competenze incerte e con un impatto potenzialmente devastante su OSS e infermieri».
Per il sindacato, il problema è semplice: la figura dell’assistente infermiere continua a poggiare su basi fragili.
La Regione ha corretto la rotta dopo settimane di polemiche, ma non ha affrontato il nodo principale: la mancanza di una definizione chiara dei compiti e delle responsabilità. Senza questo passaggio, i rischi di sovrapposizione, conflitti e contenziosi rimangono tutti sul tavolo.

Un bricolage legislativo
«Prima si crea la figura, poi – quando esplode la polemica – si aggiungono i paletti» commenta Nobile. «È un modo di legiferare che somiglia più a un bricolage improvvisato che a una programmazione seria. Il personale merita rispetto, non sperimentazioni fatte sulla pelle di chi lavora nei reparti».
La Risoluzione appare quindi, per FIALS Milano, un intervento cosmetico che non tocca le criticità di fondo e che rischia di alimentare incertezze anziché risolverle.
Gli OSS dimenticati da vent’anni
Altro punto critico è la totale assenza di valorizzazione del personale OSS.
Mentre il Consiglio regionale ridefinisce i contorni della nuova figura, l’OSS con formazione complementare, previsto dal 2003, continua a non esistere nella pratica.
«La politica ha discusso per ore di un ruolo nuovo, mentre ignora da vent’anni un profilo che avrebbe potuto qualificare davvero l’assistenza» denuncia Nobile. «Gli OSS vengono dimenticati sistematicamente, e la Risoluzione non cambia nulla».
Il nodo della sanatoria e il rischio di indebolire la qualità
Particolare preoccupazione suscita il passaggio che consente di accedere alla nuova qualifica con il solo diploma di terza media e cinque anni di lavoro da OSS.
Per il sindacato, questa disposizione rischia di abbassare gli standard formativi e assistenziali.
«Alzare la qualità abbassando i requisiti è un paradosso che non può funzionare» sottolinea Nobile. «E la Risoluzione approvata ieri non interviene su questo punto».
Competenze ancora incerte e un possibile scontro tra professioni
Sul piano operativo, i nuovi “paletti” non bastano a evitare un conflitto di competenze.
Restano ampie aree grigie, che potrebbero creare tensioni nei reparti e responsabilità non definite.
La prospettiva di un albo professionale ad hoc per gli assistenti infermieri, evocata da alcuni tecnici, è considerata da FIALS Milano un ulteriore segnale di confusione.
«Lo schema è sempre lo stesso: si crea un problema e poi si costruisce un nuovo organismo per gestirlo» osserva Nobile. «Ogni volta a pagare sono i lavoratori e i cittadini».
Il rischio finale: sostituire gli infermieri
La preoccupazione più grave riguarda la possibilità di utilizzare l’assistente infermiere come sostituto “al ribasso” degli infermieri laureati.
«Il rischio è serio e concreto» avverte Nobile. «Se si apre la strada a sostituzioni improprie, il sistema sanitario non si rafforza: si indebolisce fino a piegarsi».
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