Elezioni Usa tra incertezze e sicurezze al Festival dell’economia di Trento
26 Maggio 2024
Elezioni Usa tra incertezze e sicurezze al Festival dell’economia di Trento
Dibattito all’ASPEN INSTITUTE al Festival dell’economia di Trento – Elezioni Usa tra incertezze e sicurezze
Analisti, economisti e politici alla panel discussion di Aspen Institute
Trento, 26 maggio 2024
Elezioni Usa tra incertezze e sicurezze al Festival dell’economia di Trento
Analisti, economisti e politici alla panel discussion di Aspen Institute
ASSOEDILIZIA informa
Rebus Stati Uniti: è una panel discussion dal titolo poco rassicurante quella che si è svolta a Trento, nell’ambito del Festival dell’Economia e alla quale ha partecipato Assoedilizia. Marta Dassù (Direttrice Aspenia; Senior Advisor European Affairs Aspen Institute Italia), moderatrice dell’evento, ha presentato Arrigo Sadun (presidente Tlsg – International advisor), che ha esordito spiegando che l’analisi congiunturale dell’economia statunitense conduce a osservare una brusca decelerazione delle crescita, in pochi mesi da +4 a -2.
Ma sul lungo periodo, dal 2020, la crescita è stata invece molto robusta. Se poi si fa riferimento alla situazione pre-covid, la situazione appare in una luce ancora diversa: le perfomance erano molto brillanti, dopo un periodo di stagnazione. “Questo è un profilo in cui le cose appaiono chiare – ha detto Sadun – Ora ci si si può aspettare una crescita di non oltre il 2% se vince Biden ma molto dipenderà dall’inflazione. Se vince Trump potrebbe prendere provvedimenti che porterebbero la crescita al 4 per cento”. Ma se i salari stanno crescendo un poco più dell’inflazione, il potere d’acquisto è calato del 30-40% negli ultimi anni e il 70% dei cittadini è scontento dell’andamento dell’economia. Nelle famiglie le componenti di spesa sono casa, benzina e alimentazione. E il prezzo della casa è determinato da quanto costa finanziariamente avere il mutuo che dal 2% sono passati all’8-9%. La benzina è fondamentale ed è aumentata del 30-40%. E molti generi alimentar sono saliti del 40-50%. Quindi i salari che tengono il passo con l’inflazione non sanano la perdita del potere d’acquisto. Il vero problema è che la stretta monetaria, nonostante a sua gravità, non ha raggiunto lo scopo e il futuro dipenderà da come si controllerà l’inflazione.
L’intervento seguente è stato di Andrew Spannaus (giornalista e analista politico), che ha risposto così alla domanda sulla competizione elettorale tra due candidati “vecchi”: “ Sono i due candidati che hanno dato una svolta post globale”. Oggi, ha detto Spannaus, ci sono sette Stati in bilico e i margini sono molto ridotti. Trump ha un piccolo vantaggio ma ha il problema del Tribunale mentre le debolezze di Biden sono l’età e l’aspetto fisico. I democratici useranno molto ‘argomento dell’aborto, mentre l’immigrazione è un aspetto negativo per Biden, che ha reso le norme più umane ma il sistema non regge l’immigrazione massiccia di questi anni. “Biden è una figura da tragedia shakespeariana: Biden ha pagato il prezzo dell’uscita dall’Afghanistan e dell’avvio all’inflazione e alla spesa pubblica decisa da Trump durante la pandemia.Non riesce a recuperare i voti di giovani e minoranze perché teme di perdere i voti degli altri”.
Erik Jones (director Robert Schuman Centre of Advanced Studies, European University Institute) ha detto che la politica estera americana è già cambiata, e Biden ha mantenuto molte delle misure protezionistiche decise da Trump rispetto a Obama. Chiunque vinca, ha detto Jones, non cambierà molto queste cose. La differenza tra Biden e Trump è l’atteggiamento verso l’Europa: nel documento di Trump l’Europa deve assumersi responsabilità per l’Ucraina mentre l’Ue è vista con sospetto e l’Inghilterra non deve avvicinarsi di nuovo all’Europa. L’America deve ridurre il rischio di un collegamento europeo con la Cina. Ma lo scontro degli Usa con la Cina è molto impegnativo, anche per i materiali scambiati.
Giulio Tremonti (presidente Aspen Institute Italia e presidente Commissione Affari Esteri e Comunitari, Camera dei deputati) ha risposto all’interrogativo sul destino dell’Europa: “Si dice della crisi della democrazia e certo esiste, lo si vede anche con l’astensionismo. Ma 30-40 anni fa chi si candidava era credibile in base alla capacità di risolvere i problemi, che però avevano origini ed effetti nei confini nazionali. Ma oggi la parte più sentita sono i problemi che vengono da fuori o dal futuro: immigrazione, crisi finanziaria, intelligenza artificiale”. I democratici e Obama hanno certo rappresentato la globalizzazione ma hanno puntato solo sul futuro, rifiutando il passato, scelta che Tremonti vede “Un po’ in salita”, ed è testimoniata dalla distruzione degli Stati in Medio Oriente con l’ideologia dell’esportazione della democrazia. “Ma comunque vadano le elezioni negli Usa io sono positivo” dice Tremonti “Sia perché ciò che si dice prima delle elezioni non è ciò che poi si fa, sia perché l’Europa sta per assumere il suo ruolo nella difesa comune, che è il terreno comune con gli Stati Uniti”.
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FOTO cover: On. Giulio Tremonti al Festival dell’Economia di Trento
Redazione Newsfood.com
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