57esimo rapporto annuale del Censis, fine anno 2023 e proiezioni – Commento di Giampietro Comolli

57esimo rapporto annuale del Censis, fine anno 2023 e proiezioni – Commento di Giampietro Comolli

By Giuseppe

Rapporto Censis fine 2023, dati preoccupanti dell’istituto di ricerca socio-economica italiano

 

Dati 57esimo rapporto annuale del Censis, istituto di ricerca socio-economica italiano

Newsfood.com, 22 dicembre 2023

Commento di Giampietro Comolli

 

Come sempre i dati statistici ed economici del Censis, come anche di altri autorevoli istituti di ricerca come Ismea e Istat, sono importanti non tanto per una constatazione di fatti e numeri quanto strumento e mezzo per una riflessione più completa ampia aperta e di lungo periodo.

L’ultimo rapporto parla ovviamente di persone: l’Italia perde residenti! Normale si potrebbe rispondere, ovvio fra vecchiaia, fughe all’estero, migranti più in transito che in sosta soprattutto quelli che sono in possesso di titoli e fuggono da paesi ostili o dove non è possibile mettere a frutto le capacità.

Come Ceves – un piccolo centro di indagini di mercato e consumo – sono anni che cerchiamo di stimolare Ministri e Governatori sulla fuga-abbandono-rinuncia di tanti italiani a risiedere sulle montagne e alti colli delle Alpi e degli Appennini oramai da 60 anni.

l’Italia ha perso 14,5 milioni di abitanti-residenti-imprenditori da queste terre svantaggiate… perché? E oggi ci accorgiamo che l’abbandono residenziale, occupazionale, assistenziale delle nostre montagne procura danni ambientali a valle e nei fondovalle con frane, alluvioni, assenza di canali, assenza di raccolta e conservazione dell’acqua piovana, di attività agricole e artigianali… estensive e non intensive. Eppure non facciamo nulla. Non ripetiamo lo stesso errore: non vedo, non sento, non parlo come le scimmiette.

Assenza di abitanti fissi vuol soprattutto dire carenza di valore umano ma anche economico e ambientale. Cioè un danno irreversibile e difficile da recuperare. Non solo il 2050 ma anche prima scopriremo di essere svantaggiati. Non si può vivere tutti solo di servizi nelle metropoli, di turismo sulle coste e nelle dolomiti e alpi meravigliose, di assistenza e trasporti e scuole e ospedali solo in pianura.

8 milioni di posti di lavoro in meno vogliono anche dire non avere una platea contributiva necessaria per equilibrare il sistema fra giovani e anziani. Quindi i giovani italiani anche laureati andranno all’estero anche a fare camerieri e infermieri!

Non è una prospettiva positiva.  Dato allarmante quello economico: dal 2050 necessiteranno oltre 40 miliardi in più per la sola sanità!  Ma ancora più complesso da risolvere è  “ l’effetto condizionato”  social-civile che non si paleserà  fra 27 anni,  ma che è già evidente, forte, invadente oggi. Si può ipotizzare che il mondo interattivo e IA risolverà tutte le problematiche compreso quelle ambientali e territoriali? Credo proprio di no.

Il messaggio sublime e subliminale del presidente Sergio Mattarella calza perfettamente con un modello che sta alienando persone e cose e sta portando alla deriva sugli scogli… pungenti come le linguacce digitali e come i furbetti delle comunicazioni multimediali di comodo e pro-domo propria.

L’allarme grande, più del dato economico,  sono le paure sul futuro, su quale prospettiva si offrirà a figli e nipoti, sulla vivibilità ambientale, sulla salute sempre più in balia di virus, o cose simili chiamate dai medici. Un dato controtendenza è sicuramente – e fortunatamente – il tasso di occupazione… ma attenti perché è scorporato di alcune categorie di giovani e anziani e soprattutto si parla di percentuale e non di valore assoluto numerico. Ora il binomio qualità della vita e reddito diventa sempre più deprimente fra chi può e chi non può, fra chi ostenta e chi cerca di imitare o peggio ancora di chi crede di essere sullo stesso carro solo per un selfie o per una borsetta condivisa: vera o falsa?

Un dato mi ha colpito fra quelli del Censis e altri soprattutto in questi giorni di Sante Feste: meno attenzione al cibo con un ritorno alle ricette e tradizioni domestiche della nonna e un po’ sul risparmio e più voglia di scappare e fuggire all’estero o in una altra regione per impiegare al meglio il tempo libero e le poche  disponibilità di portafoglio.

Purtroppo tutti – dopo il bingo del superbonus – gli investimenti stanno scendendo, alcuni crollando e l’ inflazione sta facendo retromarcia molto velocemente, molto di più di quello che vedono Bce e Fed. Guarda caso, perché?

Quello che mi piace sono le tante domande di adozione di bambini da parte di single o da parte di famiglie particolari… ma le leggi burocratiche stacanoviste della legalità non lo permettono. Siamo un bel paese sotto tanti punti di vista non solo mare, arte, cibo, vino, coste marine, dolomiti…

Giampietro Comolli

News dal web – Dati Censis del 22 dic 2023

Preoccupante il 57esimo rapporto del  Censis, istituto di ricerca socio-economica italiano presieduto da Giuseppe de Rita, che affronta  i temi del lavoro, del benessere, della qualità della vita, famiglia… Nel 2050 in Italia ci saranno 4,5 milioni di residenti in meno! Quindi circa  8 milioni di persone in età lavorativa in meno che comporterà un impatto negativo sul sistema produttivo e sulla capacità di generare valore.

Preoccupazioni anche per la spesa sanitaria pubblica che salirebbe a 177 miliardi a fronte dei 131 miliardi di oggi.

Emigrazione:  gli italiani che si sono trasferiti e stabiliti all’estero sono aumentati del 36,7% negli ultimi dieci anni,  con un aumento significativo di  giovani laureati.

In compenso il tasso di occupazione ha raggiunto il 60%, consolidando una tendenza in atto dal 2021: 23,4 milioni gli occupati, al di sotto del dato medio europeo (69,8%) di quasi 10 punti. Con l’aumento dell’occupazione cambiano  i desiderata dei lavoratori che in numero sempre maggiore antepongono la qualità della vita al reddito. Un plebiscitario 94,7% rivaluta la felicità che deriva dalle piccole cose di ogni giorno: il tempo libero, gli hobby, le passioni personali, la cura delle relazioni.

Gli investimenti  si sono ridotti dell’1,7% certificando uno stato di incertezza. Molte delle attese del sistema produttivo si sono riversate sulle potenzialità del Pnrr che, peraltro, alla fine del 2023, registrerà  una percentuale di completamento pari al 50%,  rispetto al previsto 74%.

Il 70% degli italiani approva l’adozione di figli da parte dei single e il 54% da parte di coppie omogenitoriali, mentre il 65% si schiera a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.  Sul fronte dei diritti, il 72% è favorevole all’introduzione dello ius soli e il 76% dice sì allo ius culturae.
L’84%  degli intervistati è impaurito dal clima impazzito e il 73,4% teme una crisi economica e sociale molto grave con povertà diffusa e violenza. Quasi sei italiani su dieci non escludono la possibilità di una guerra mondiale.

Esclusiva  Newsfood.com
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Presidente CevesUni- centro studi ricerche
mercato consumi distretti produttivi

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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