50.000 sfollati all’Aquila (8-9 gradi Mercalli), finora 50 morti e moltissimi dispersi, 26 Comuni colpiti, due distrutti: Onna e Paganica

50.000 sfollati all’Aquila (8-9 gradi Mercalli), finora 50 morti e moltissimi dispersi, 26 Comuni colpiti, due distrutti: Onna e Paganica

Sale ancora il bilancio delle vittime del terremoto di questa notte: il ministro degli Interni, Roberto Maroni, parla – poco prima di mezzogiorno – di 50 morti accertati. E si tratta di un
bilancio provvisorio. La Protezione civile avverte che ci potrebbero essere fino a 50.000 sfollati. Per le 14 è prevista la distribuzione dei pasti nello stadio comunale. Il fortissimo
sisma – di 6,7 gradi della scala Richter, corrispondenti a 8/9 della scala Mercalli – ha avuto la notte scorsa per epicentro L’Aquila e ha colpito tutto il Centro-Sud, facendosi sentire anche a
Roma e Napoli. La scossa, arrivata alle 3,30, è durata alcuni secondi. Nel capoluogo abruzzese, già alle 22,48 di ieri sera, è stata avvertita una scossa più
bassa (3,9), ma che faceva seguito allo sciame sismico che l’aveva preceduta nei giorni precedenti.  
Onna e Paganica, frazioni rase al suolo  
Sono almeno 26 – secondo Il Centro, quotidiano dell’Abruzzo – i comuni interessati in modo “serio” dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie ma abitate e addirittura di
almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio,
San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio nè Vestini e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni
costruzioni più recenti e anche in cemento armato.
La situazione più drammatica è nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica dove sono già state registrate numerose
vittime. Nel centro storico dell’Aquila vi sono numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi crollati completamente. A Onna, dove il 50% delle case è
crollato, e a Paganica la situazione è stata definita ‘bruttissima’ dai soccorritori giunti sul posto, che ricorda quella del terremoto dell’Umbria. 

Le aree più colpite sono, oltre al centro dell’Aquila, Villa Sant’Angelo, Paganica, San Demetrio, Onna e il comune di Fossa. Tempera, sette chilometri dall’Aquila, è uno dei
paesi devastati dal terremoto ma di cui ancora nessuno parla come ad esempio di Onna, a 10 chilometri dal capoluogo di regione dove il 90% delle case è caduto e gli abitanti in questi
minuti stanno scavando a mani nude per dare soccorso a chi è rimasto sotto le macerie in attesa dei soccorsi che sembrano non arrivare mai. A Tempera i morti sarebbero almeno tre, diversi
di dispersi.   Il sismologo: Tutto il settore tirrenico ora a rischio, ma ha ragione Bertolaso, i terremoti non si prevedono

”Ora come ora da un punto di vista scientifico prevedere un disastro come quello appena occorso e’ pressoche’ impossibile”. E’ quanto afferma a ”Ilsussidiario.net” Giorgio Pasquare’,
sismologo dell’Universita’ degli Studi di Milano, secondo il quale ”queste cose non sono prevedibili quasi mai veramente, o, per lo meno, lo sono in una scala molto ampia. Ad esempio: sappiamo
che tutto il settore tirrenico dell’Italia in questo momento e’ a rischio terremoto perche’ si sta muovendo. Da qui a dire se colpira’ delle citta’ o addirittura quali citta’ e con quale e
quanta intensita’ ne passa. Ora come ora da un punto di vista scientifico prevedere un disastro come quello appena occorso e’ pressoche’ impossibile”.

A chi rivolgersi per offrire aiuto  
A fine mattinata arriva un appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara, a tutti i volontari della città e della provincia, affinché contribuiscano nei limiti
delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l’emergenza
terremoto che ha colpito l’Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085/2057631.
Per i donatori di sangue Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n.
8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10.

E per offire cibo Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via
Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell’Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal
terremoto. 
Moltissime persone in strada
Centinaia di persone al momento sono in strada, accampata nelle piazze, nei parcheggi dei supermercati, anche nei campi sportivi. E, purtroppo, sempre tra le vie dell’Aquila ci
sono molti morti in strada, cadaveri estratti dalle macerie dei palazzi crollati e adagiati in terra coperti da lenzuola. Per le strade vagano decine di giovani, vecchi e donne, molti
con delle coperte sulle spalle, altri ancora in pigiama. I volti tirati, lo sguardo ancora impaurito dopo la scossa, violentissima, di questa notte. E a rendere ancora più difficile
le situazione delle migliaia di sfollati, le continue scosse di assestamento: l’ultima, attorno alle 9,30, ha fatto crollare diversi cornicioni e tegole. Per le strade, intanto, i cittadini si
spostano con valigie e i pochi bagagli che sono riusciti a prendere camminando al centro della via per evitare eventuali nuovi crolli. In provincia, dicono testimoni, ci sono intere frazioni
crollate.  
L’ospedale dell’Aquila feriti medicati all’aperto
E proprio la situazione all’ospedale dell’Aquila, fortemente danneggiato dalle scosse e senza acqua potabile, diventa sempre più drammatica di minuto in minuto. Ci sono intere zone dove si
stanno effettuando i primi interventi che sono in reale pericolo di inagibilità, tanto che numerosi medici curano i feriti all’aperto, di fronte alla entrata principale del pronto
soccorso. Gli scenari della Protezione civile prevedono fino a 10.000 edifici lesionati . Gli sfollati potrebbero essere nell’ordine delle decine di migliaia.   I sopravvissuti verso lo
stadio Nella città abruzzese la situazione più critica è quella che riguarda la zona compresa tra via XX Settembre e via Campo di Fossa. In quest’ultimo caso si registra il
crollo di un condominio di cinque piani sotto il quale è molto probabile che siano intrappolate intere famiglie. Pochi fa un’altra scossa ha fatto tremare per alcuni secondi la terra.
Molte delle case già lesionate sono venute giù e anche il simbolo della città, all’ingresso dell’Aquila, a Porta Napoli, è venuto giù. Sono state date
indicazioni agli sfollati dell’Aquila di raggiungere la zona dello stadio, considerata sicura, dove sarà allestito un campo di accoglienza. Anche l’autostrada A24 è chiusa.
 
Crolla anche la Casa dello studente
Dalle prime informazioni risulta crollata anche parte della Casa dello studente: due ospiti della struttura sono stati tratti in salvo, altri quattro giovani potrebbero essere ancora sotto le
macerie. L’odore di gas è percepibile in tutta la zona. In piazzale Paoli all’Aquila, in una zona centrale della città, uno stabile di quattro piani è venuto tutto
giù: dentro vi erano numerose stanze date in affitto a studenti, dal momento che il capoluogo abruzzese è sede di un ateneo. Tre giovani sono stati estratti vivi dalle macerie. Per
un quarto non c’è stato nulla da fare. Ricerche frenetiche sono in corso tra Vigili del Fuoco, protezione civile, carabinieri. E’ crollata completamente la cupola della chiesa delle Anime
Sante nel centro storico della città. Anche la Cattedrale ha subito danni strutturali. L’epicentro a 5 chilometri di profondità L’epicentro del terremoto abruzzese è stato
registrato a 5 chilometri di profondità. Le vittime accertate in provincia dell’Aquila – secondo un primo provvisorio bilancio dei carabinieri – sono 5 a Castelnuovo, uno a Poggio
Picenze, uno a Tornimparte, due a Fossa: una signora e una bimba di tre anni. A questo bilancio occorre aggiungere i 4 bambini morti nell’ospedale dell’Aquila. I medici del pronto soccorso non
hanno potuto fare nulla per salvarli.
Difficoltà anche per la Protezione civile Il terremoto provoca difficoltà anche per i primi interventi di soccorso. A Fossa – di prima mattina – nessun mezzo della protezione civile
è ancora arrivato. La popolazione sta provvedendo autonomamente ai soccorsi. Risultano, secondo quando spiega la Protezione Civile dell’Aquila, disperse anche 8 persone a San Demetrio nei
Vestini. Un ponte invece, sempre nella zona di Fossa, sarebbe crollato su una autovettura, ma non si sa se ci siano persone dentro. E’ stato “un terremoto molto importante: ci sono migliaia di
sfollati e migliaia di edifici crollati e lesionati” dice il dirigente della Protezione Civile, Agostino Miotto, presente nel comitato operativo riunito nella sede del Dipartimento.
Allertati i grandi ospedali romani

Anche i grandi ospedali romani sono stati allertati per l’emergenza terremoto in Abruzzo. Unità di crisi sono state già organizzate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e
al Policlinico Gemelli. Roma, infatti, potrebbe accogliere, come già è avvenuto in passato, i feriti più gravi per gli interventi operatori o per i ricoveri.

Oltre un centinaio di repliche, la più forte alle 4,37 La scossa principale è stata seguita da oltre un centinaio di repliche, la maggior parte delle quali rilevate solo dagli
strumenti. Le scosse di intensità tale da essere avvertite dalla popolazione sono state una ventina, la più forte delle quali, di magnitudo 4,6, alle 4,37.
Per verifiche e controlli sui viadotti è stato chiuso il tratto autostradale della Roma-L’Aquila (A24) tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni.
Sono 15.000 le utenze disalimentate nella provincia dell’Aquila.   
Ieri sera alle 22,20 fra Marche e Emilia-Romagna Era cominciato tutto ieri sera, con una forte scossa di terremoto in Romagna, ma avvertita anche in Emilia, a partire da Bologna. Ma da Trieste
all’Aquila mezza Italia ha sentito la terra tremare. La scossa sarebbe stata di magnitudo 4,6 con epicentro nella zona attorno a Forlì. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione
civile. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita anche all’Aquila, in diverse zone della città. La scossa è stata registrata attorno alle 22,20 fra le Marche e
l’Emilia Romagna. L’epicentro sarebbe situato nella zona di Forlì, Forlinpopoli, Castrocaro Terme e Faenza (Ravenna) nell’Appennino tosco-emiliano. Il terremoto è stato
avvertito anche nel Pesarese, a Urbino, ad Ancona, a Bologna, ma anche nell’Imolese e nel Ferrarese, nel Cesenate e a Rimini.Ma la scossa si è sentita in mezza Italia, fino a Trieste. A
Forlì e Cesena alcune persone sono anche scese in strada. Ancora da verificare eventuali danni a cose o persone.  
Ipocentro molto profondo  
Il centro del sommovimento (che gli esperti chiamano “ipocentro”) è stato registrato a una profondità di 28,2 km.. Proprio per la profondità del sisma, ha spiegato l’ing.
Demetrio Egidi, responsabile della Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, l’area di risentimento, dove cioé è stata avvertita la scossa, è stata così vasta.
 
Una seconda scossa all’Aquila   Si pensava che quella che si era avvertita all’Aquila fosse la stessa scossa di Forlì. Invece un sommovimento della terra di magnitudo 3.9 è
stato avvertito alle 22,48 all’Aquila. Ai Vigili del fuoco sono giunte molte telefonate da gente allarmata. Molti cittadini hanno abbandonato le abitazioni.  
Questa nuova scossa ha per epicentro  L’Aquila, Pizzoli, Barete e Scoppito. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile non risultano
danni a persone e cose. Il capoluogo abruzzese nei giorni scorsi è stato interessato da un intenso sciame sismico.

Angelo Angeli

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