2016 ITALIAN FOOD SEMPRE PIU’ IN ALTO
26 Agosto 2017
Facile a dirsi, difficile da fare e da provare. Il cibo italiano, la cultura degli alimenti, i piatti e le ricette più famose furono di origine italiana fino alla fine del 1600. Ricordiamo che dal 1450 al 1600 Venezia è capitale mondiale della stampa di libri, enciclopedie, trattati sul cibo, alimentazione e connesse regole sanitarie.
Con la diffusione del Rinascimento in Europa, i grandi matrimoni imperiali e regali delle principesse italiane (d’Este, Gonzaga, Farnese…) con i Re di Francia e Aquitania, l’alta aristocrazia del vecchio continente, l’avvento dell’illuminismo hanno fatto gravitare l’arte culinaria, dopo 500 anni di italico dominio, a Parigi.
Da quel momento Parigi, ma non la Francia, sostituì l’Italia intera.
Oggi il food italiano, inteso anche come produzione, segna una continua ripresa.
Non solo i migliori cuochi al mondo, le ricette più note e imitate, i marchi e i prodotti più clonati, quindi, segnano un ritorno del made in Italy a tavola.
Il Pil è in crescita dal 2012, con un tasso medio del 4-5% annuo.
Eppure è necessario e urgente mettere mano ad un ordinamento di cosa si intende “made in Italy” veramente. Fra le cose ottime, una voce dolente si ritrova nella redditività e produttività commerciale, mentre l’industria Italian Food registra una forte riduzione degli indebitamenti, dando più forza al capitale sociale e azionario, soprattutto nelle grandi imprese del caffè, farine, pasta, olio, verdure in scatola, vino.
Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà
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