Washington, ultima frontiera dell’extravergine italiano
8 Luglio 2011
La città USA di Washington è l’ultima frontiera per diffondere oltreoceano la cultura ed i consumi dell’olio italiano. La colonizzazione partirà domenica 10 luglio, quando
la capitale degli States ospiterà l’edizione estiva del Fancy Food ed il consorzio I.O.O.% alta qualità italiana di Unaprol.
A dirigere l’operazione, un mix pubblico-privato composto da Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, con la collaborazione sancita
dal primo contratto di filera dell’olio extra vergine di oliva.
Tale gruppo di esperti è al lavoro da tempo, per trasformare il Fancy Food in una miniera di occasioni, contatti ed opportunità. Così, figurano in agenda seminari di
alimentazione consapevole, meeting con cuochi e ristoratori, conferenze stampa con giornalisti specializzati. Obiettivo finale, spingere addetti ai lavori e semplici cittadini ad amare
l’extravergine nazionale.
Massimo Gargano, presidente di Unaprol, ha le idee chiare: “Per il vero made in Italy di I.O.O.% qualità italiana giochiamo una partita solo sul piano dell’alta qualità e
dell’eccellenza. Gli Stati Uniti rappresentano con oltre il 50% del volume e del valore il principale mercato di sbocco per l’olio extra vergine di oliva di qualità made in Italy e
continua ad essere il mercato più interessante da presidiare per consolidare il primato italiano dell’alta qualità”.
A favorire l’operazione, un terreno più che fertile. Le indagini Unaprol indicano come gli americani abbiano un occhio di riguardo per l’olio extravergine di oliva che, a differenza dei
colleghi, viene percepito come alleato della salute. Il maggior numero di consumatori è concentrato nelle aree urbane dove la storica presenza di italo-americani è ormai
affiancata da una clientela giovane, amante del cibo di qualità e coi mezzi (informazioni e finanze) per ottenerlo
Matteo Clerici
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