Vive in una fossa, è mangiato in comunità: questo il coniglio di Ischia
17 Marzo 2011
Ci sono alimenti che cementano i rapporti con i vicini ed il territorio, ed il coniglio da fossa di Ischia è uno di questi.
La tradizione dell’isola della Campania fissa standard, sia per le razze che per i metodi di allevamento.
Per essere in regola, i roditori devono essere di razza Liparina (o Liparota) e a’Paregn, in grado di unire un corpo ridotto e maneggevole ad una capacità di vita rustica. Attualmente,
tali razze sono poco diffuse, i loro esemplari incrociate con altre popolazioni.
Successivamente, l’animale viene inserito in una fossa scavata nel terreno, fino a 4 metri in profondità. Su tale struttura base, le creature apportano le loro modifiche, creando
cunicoli e collegamenti come in natura. Tuttavia, i contadini rinforzavano alcuni parti della buca tramite pareti di pietra (le parracine) per evitare scavi in direzioni proibite, che avrebbero
favorito la fuga.
Gli animali venivano poi nutriti con un alimentazione a base di leguminose e graminacee senza disdegnare i residui di potatura.
La combinazione tra (relativa) possibilità di movimento e cibo rende la carne del coniglio ischitano più soda e saporita ma le sue dimensioni inferiori rispetto ai fratelli
allevati con metodi più moderni.
Le consuetudine dell’isola prevede che l’ischitano sia consumato in una “conigliata” tra famiglie o vicini, festeggiando un’impresa collettiva riuscita, come la costruzione di una casa od il
consolidamento di un tetto.
Ricetta per antonomasia è il coniglio all’ischitana dove l’animale viene rosolato insieme ad aglio, vino bianco e pomodorini, ed infine insaporito con aglio e prezzemolo. Il sugo
è particolarmente abbondante (poiché usato come condimento per la pasta) e le interiora, come ‘mbrugliatell e il fegato, vengono pregiate e soggette ad una procedura
particolare.
Attualmente, il coniglio da fossa di Ischia è oggetto di un Presidio Slow Food. Il Presidio, che unisce alcuni allevatori locali, desidera ricostruire la filiera locale secondo
tradizione.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Presidio Slow Food Ischia e Procida:
Via Cretajo al Crocefisso, 3
80070 Barano d’Ischia
Isola d’Ischia – Napoli
Tel. +39 081 902944
Fax +39 081 902944
info@slowfoodischiaeprocida.org
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.





