Viterbo: dichiarazione dell'assessore alla Formazione, Picchiarelli

Viterbo – Queste le dichiarazioni dell’assessore alla Formazione professionale, Giuseppe Picchiarelli: «Ritengo sia davvero singolare che un consigliere intervenga a mezzo stampa
lanciando una serie di illazioni infamanti e prive di fondamento, il capogruppo dell’Udc, Francesco Bigiotti, insieme a tutta la minoranza, ha chiesto e ottenuto un consiglio provinciale
straordinario sulla Formazione professionale.

In quell’occasione avrebbe avuto tutto il tempo per formulare domande di ogni tipo. ma si è invece limitato a dire che avrebbe fatto solo qualche interrogazione. Mi chiedo, dunque,
perché non abbia sollevato subito questi problemi nella sede più opportuna, alla presenza del sottoscritto e della dirigente, che avrebbero potuto quindi replicare, piuttosto che
strumentalizzare dopo, all’unico scopo di farsi pubblicità gratuita. A meno che per svolgere il suo ruolo non abbia bisogno di qualcuno che a posteriori gli indichi la strada.

Invito il consigliere Bigiotti a portare maggiore rispetto non tanto al sottoscritto, quanto ai lavoratori tutti, cui va la mia solidarietà per un attacco vile che di fatto dipinge loro
come burattini e il sottoscritto come manovratore. Ribadisco invece la bontà dell’accordo sottoscritto, che finalmente riconosce dei diritti finora non garantiti. Non ho mai condizionato
il raggiungimento dell’accordo a nulla, men che meno alla firma di una lettera, che dal punto di vista dei lavoratori prende giustamente atto di quanto realizzato di positivo e
contemporaneamente – altrettanto giustamente – non esita a mettere in luce gli aspetti su cui bisogna ancora migliorare. Per questo, quella lettera tutto mi sembra fuorché compiacente.

In merito alle polemiche sull’inadeguatezza del centro di formazione di via Richiello a Viterbo, sono costretto a ribadire ancora una volta a chi pare fingere di non capire, che questa
struttura non è di proprietà della Provincia, bensì di un privato che ha un contratto di locazione con la Regione Lazio, e il nostro unico ruolo è di essere i
fruitori dell’immobile.

Faccio presente, poi, che al momento del mio insediamento, quel centro di formazione già esisteva, e versava peraltro in condizioni assai peggiori di quelle attuali. Da subito
sono venuto a conoscenza di una lettera, datata 15/12/2004, che allego, dell’allora direttore del centro di formazione di via Richiello, in cui lo stesso scriveva: «La
situazione generale degli ambienti didattici e di lavoro versa in condizioni fatiscenti e insalubri».
Siamo stati noi a chiedere al proprietario la sistemazione dei 27 bagni che, come
scrive l’allora direttore, al 2004 emanavano «gli olezzi maleodoranti degli scarichi delle fogne»; situazione che si protraeva da circa 15 anni. Siamo intervenuti poi sulla linea
telefonica, realizzando un centralino nuovo. Abbiamo, inoltre, già ricevuto rassicurazioni da parte del proprietario circa la realizzazione dell’ascensore e a dicembre, con
determinazione dirigenziale, abbiamo messo a disposizione dell’assessorato al Patrimonio una cifra idonea alla esecuzione di alcuni importanti lavori di messa in sicurezza.

Quanto ai laboratori sigillati perché fuori norma, è utile ricordare che siamo stati noi a inviare per la prima volta un tecnico responsabile della Legge 626 (sicurezza sui luoghi
di lavoro) in tutti i centri di formazione della Provincia, pur sapendo che avrebbe trovato ciò che ha trovato e che questo avrebbe causato l’impossibilità di utilizzare una parte
dei locali. Questo per dimostrare, ancora una volta, che per noi la cosa più importante è garantire l’incolumità degli studenti e dei docenti.

Come mai prima del 2005 nessuno ha mai avuto la sensibilità istituzionale di verificare la corretta applicazione della normativa sul lavoro?

E siamo stati ancora noi a fare pressione sulla Regione, con numerose lettere congiunte con il presidente Mazzoli, affinché ci mettesse in condizione di operare direttamente su quel
locale, oppure avremmo interrotto il pubblico servizio, proprio per sottolineare l’inadeguatezza degli immobili, che abbiamo ereditato. Viene quindi da chiedersi come mai, quando quei
consiglieri che adesso si fanno paladini dei lavoratori e degli allievi erano assessori o comunque in maggioranza, non hanno fatto nulla per migliorare quelle condizioni che ora denunciano.

Invito infine Bigiotti a recarsi nei miei uffici così da visionare personalmente le graduatorie per il reperimento di personale da impiegare nella formazione. Magari potremmo insieme
dare un’occhiata anche alle graduatorie dell’epoca del centro-destra, chissà che non emerga qualche sorpresa?. Volendo, il consigliere Bigiotti può invece rivolgere a se stesso le
sue parole, quando dice che: «Per un politico sbagliare è legittimo, ma quando travisa la verità pubblicamente e viene colto in fallo, non ha altra strada che quella
delle dimissioni
».

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