Vitamina B: se assunta con alimenti, difende dal rischio sindrome premestruale

Vitamina B: se assunta con alimenti, difende dal rischio sindrome premestruale

Le donne che assumono dosi significative di vitamina B, perché così facendo, diminuiscono la loro vulnerabilità alla sindrome premestruale (PMS). Tuttavia, l’effetto-scudo
si ha solo se la vitamina viene ottenuta da cibi, come : se l’assunzione avviene tramite integratori alimentari non si hanno benefici.

Questa la tesi presente in una ricerca dell’University of Massachusetts (sezione School of Public Health and Health Sciences), diretta dalla dottoressa Patricia O Chocano-Bedoya e pubblicata
sul “American Journal of Clinical Nutrion”.

Il lavoro si è basato sull’osservazione, iniziata nel 1991 e durata 10 anni delle donne inserite nel Nurses’ Health Study II. Le volontarie, tutte sane all’inizio del test, hanno
compilato questionari, proposti ad intervalli regolari ed inerenti all’alimentazione.

Finito il periodo di osservazione, gli esperti hanno notato come 1057 donne avevano sviluppato la sindrome premestruale. Allora, si è focalizzata attenzione sulla dieta delle volontarie
sane. E’ così emerso come l’assunzione della vitamina B (in due particolari forme, la B1 e la B2) fosse inversamente proporzionale al manifestarsi della malattia. Detto altrimenti,
più vitamina B veniva assunta, meno la sindrome diventava probabile, fino al 25% di probabilità in meno. Tuttavia, tale effetto si verificava solo se la vitamina proveniva da
cibi, non da integratori.

In ogni caso, gli studiosi hanno in agenda ulteriori ricerche sui rapporti tra vitamina B e sindrome premestruale.

FONTE: “,Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome”, Patricia O Chocano-Bedoya, JoAnn E Manson, Susan E Hankinson, Walter C Willett, Susan R Johnson, Lisa
Chasan-Taber,Alayne G Ronnenberg, Carol Bigelow, and Elizabeth R Bertone-Johnson, Am J Clin Nutr February 2011 ajcn.009530

Matteo Clerici

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