Value for Food: Internazionalizzazione fa rima con innovazione

Value for Food: Internazionalizzazione fa rima con innovazione

By Redazione

“L’Agroalimentare innovativo in Puglia, puntando sulla tradizione che si rinnova perché innova: un auspicio che può diventare realtà soprattutto se innovazione fa rima con
internazionalizzazione”. Questa la traccia principale su cui sono convenuti gli esperti nel corso dell’evento di partenariato internazionale Value for Food.

L’appuntamento, rivolto a soggetti che sviluppano e cercano tecnologie innovative, si è svolto nell’ambito della quinta edizione di Euro&Med Food 2010, il grande salone
dell’Agroalimentare, in programma fino a domenica nel quartiere fieristico di Foggia. Organizzato dal Consorzio BridgEconomies, il cui obiettivo è il trasferimento tecnologico e la
internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, il workshop ha visto esponenti del mondo della ricerca universitaria italiana e rappresentanti di aziende europee confrontarsi sui temi che
riguardano l’innovazione dell’Agroalimentare.

Ad introdurre i lavori il Prof. Giancarlo Colelli dell’Università degli Studi di Foggia, il quale ha affrontato i primi aspetti delle tecnologie connesse con l’agrofood che riguardano la
IV gamma, tecnologie collegate alla produzione e raccolta e al post raccolta, quest’ultima a sua volta legata alla trasformazione, conservazione, packaging e logistica. Proprio la IV gamma,
ovvero il prodotto ortofrutticolo venduto fresco ed edibile al 100%, vede il nostro Paese al secondo posto in Europa con un fatturato di 700 milioni di euro l’anno.

In questo senso si sta cercando di rilanciare l’economia della Puglia, purtroppo carente nel settore della trasformazione, stimolando l’imprenditoria locale a intraprendere questa sfida di
mercato. Il riuso e la valorizzazione degli scarti di produzione agroalimentare sono stati invece i temi centrali della seconda parte dei lavori. Il dott. Paolo Zupa di Arti, l’Agenzia
Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, partner in Puglia insieme ad Unioncamere di BridgEconomies, il consorzio organizzatore dell’evento, ha evidenziato infine che “anche gli scarti
successivamente vengono utilizzati per produrre energia, cosmetici e prodotti farmaceutici”.

Euromedfood.it
Redazione Newsfood.com+WebTV

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