Untuoso, ma in ogni caso innocente!

Untuoso, ma in ogni caso innocente!

By Redazione

L’assoluzione con formula piena ha concluso il processo all’olio extravergine di oliva accusato di truffa, attentato alla salute pubblica e riduzione in schiavitù della
popolazione. Annullata così, in occasione della manifestazione OLIOLIVA, nell’aula del ex tribunale di Imperia ora biblioteca comunale, l’ipotesi accusatoria del pubblico ministero,
l’avvocatoPiero Colle del foro di Udine, che nella requisitoria aveva richiesto l’allontanamento dell’olio dalle tavole italiane e che, dopo la sentenza, si è riservato di ricorrere
in appello.

Le sorti del processo erano apparse segnate già dalle audizioni dei due periti del tribunale, il  cardiologo Giacomo Musso e il docente di storia della gastronomia
dell’Università di Firenze Alex Sorini Revelli, che hanno rispettivamente chiarito come l’olio sia un prezioso alleato nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e come sia stato
diffuso in maniera del tutto lecita in Liguria dai frati benedettini, migliorando così anche  le difese idrogeologiche del territorio grazie alla realizzazione di centinaia di
chilometri di terrazzamenti. Esemplare la condotta della corte presieduta da Gianfranco Boccalatte, Presidente del Tribunale di Imperia, che affiancato dal giudice a latere, il conduttore
di Rai Uno Gianni Milano, ha consentito la puntuale ed approfondita escussione dei sette testimoni.

Dal dibattimento sono emersi elementi che hanno chiarito aspetti finora oscuri del carattere, del sapore e delle attività dell’imputato. Fede e Tinto conduttori di Radio2
“Decanter”, hanno ammesso un loro coinvolgimento nella diffusione del consumo di olio extravergine di oliva della riviera ligure, ma con la finalità del tutto lecita di sostenere la dieta
mediterranea. Camilla Nata, giornalista e inviata della trasmissione di Rai Uno “Festa Italiana”, ha ammesso di essere amica ed estimatrice dell’imputato e di ritenere equo il prezzo
per litro di 12 – 14 euro. Francesco Bruzzo, presidente del Consorzio Olio di Oliva Extravergine “Riviera ligure Dop”, ha sottolineato gli enormi costi e sacrifici che richiede la
coltivazione dell’olivo sulle ripide pendici delle montagne liguri, che giustificano il valore del prodotto.

Il giornalista Andrea Pomati ha chiarito come il consumo dell’olio migliori il gusto della cucina e della vita e, con le sue virtù salutistiche contribuisca a mantenersi
giovani.Susanna Cutini, direttrice della rivista internazionale “Taccuini Storici”, ha messo in luce il tragitto del passato della coltivazione dell’olivo nel mediterraneo che Medio Oriente
è giunto in Liguria intorno al 1200.  Gioacchino Bonsignore, conduttore del Tg5 ha confessato il suo coinvolgimento nella divulgazione del consumo di olio di oliva
extravergine Riviera Ligure Dop nel suo programma “Gusto”, nel convincimento che sia una fonte di salute e benessere per tutti.

La sentenza, letta dal  presidente della giuria Luigi Caricato,giornalista, scrittore e oleologo, direttore della testata “TeatroNaturale.it” e stilata con l’apporto dei giudici
popolari Enrico Lupi, Presidente dell’Associazione Nazionale “Città dell’Olio”, Sergio Canelles, giornalista, autore conduttore televisivo della rete Sat
2000, Pierluigi Ronchetti, giornalista, ex direttore della rivista “Tv Sorrisi e Canzoni”, Coordinatore della Commissione per la promozione e la valorizzazione del turismo
enogastronomico e Anna Salomone, componente della medesima Commissione, ha messo in luce che  l’imputato è estraneo a tutte le imputazioni ed anzi, sposando la tesi
della difesa ha sottolineato che è  un benefattore fonte di ricchezza per il territorio ligure e di salute per tutta la popolazione italiana.

Dunque assolto a pieno titolo l’olio extravergine di oliva, protagonista quotidiano della tavola italiana e promotore della salute, nonché ottimo accompagnamento per le pietanze della
cucina mediterranea. 

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