“Una grande progetto per Porcellasco”

Cremona – L’eccellenza del centro di ricerca di Porcellasco, Laboratorio di tecnologie della riproduzione (LTR – CIZ), ed il suo futuro sono strettamente connessi ad un progetto
operativo, illustrato ieri al Pirellone, la sinergia si concretizzerà con un processo da avviare con Regione Lombardia e Ministero delle Politiche agricole finalizzato a promuovere le
potenzialità del Centro in relazione ai temi dell’innovazione e della sperimentazione mirati al segmento della salute, dell’alimentazione, del sistema allevatoriale.

“Un’idea ed un progetto già ci sono – ha precisato l’assessore Morini – ma vanno portati a sistema a livello locale con tutte le istituzioni, in sinergia con la Regione ed il Governo”.

Questo quanto emerso dall’incontro avvenuto al Pirellone alla presenza dell’assessore regionale Gianni Rossoni, il prof. Adriano De Maio, delegato del Presidente per l’Alta Formazione, Ricerca
ed Innovazione, il consigliere regionale Mauro Gallina, il presidente della Provincia, on. Giuseppe Torchio, con gli assessori all’agricoltura Giorgio Toscani e all’istruzione Pietro Morini, il
prof. Cesare Galli con Giovanna Lazzari sua collaboratrice.

“Da tempo insieme al Comune di Cremona abbiamo intrapreso la via della valorizzazione del centro di ricerca di Porcellasco, idea fortemente perorata dalla stessa Camera di Commercio, unitamente
alla difesa del sistema di ricerca ed analisi, con i tanti laboratori di eccellenza connessi al mondo zootecnico – ha precisato il presidente Torchio – Da qui l’incontro in regione con
l’assessore Rossoni ed il prof. De Maio, per concretizzare l’idea ed il progetto connessi al Laboratorio di tecnologie della riproduzione (LTR – CIZ) ed al Cra (Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura) che verterà proprio sui temi della salute, della ricerca e dell’innovazione. Questo si accompagna anche ad un grande intervento, con partners nazionali,
perchè Cremona resti leader nel settore della ricerca applicata al comparto allevatoriale, con tutti i soggetti, enti, centri ed istituzioni presenti nel settore”.

L’assessore Rossoni ha fatto presente come la Regione abbia investito molto nella formazione, innovazione e ricerca e, attraverso un percorso operativo condiviso, anche Porcellasco potrà
contare su una adeguata valorizzazione con i necessari finanziamenti, in relazione ad un Polo tecnologico d’eccellenza sud lombardo.
Parole riprese dal prof. Adriano De Maio, delegato del Presidente per l’Alta Formazione, Ricerca ed Innovazione che ha evidenziato come si debba “vendere la ricerca”, entrare in contatto con
realtà anche internazionali, come già fa il centro di Porcellasco, lavorando proprio sui temi della salute e dell’alimentazione nel suo complesso, per sviluppare appieno tutte le
potenzialità.
Ha continuato Torchio: “Tenendo conto, poi, che a Porcellasco, possono afferire anche aziende agricole previste nello studio della Provincia di Cremona, quali la Abbadia di Bettenesco e la
Scuola Irmina Stanga, e l’indotto oltre alle realtà imprenditoriali presenti nella filiera dell’allevamento bovino locale, a breve faremo un incontro con tutti i soggetti per dare gambe
al progetto illustrato, che va dallo sviluppo e valorizzazione del complesso strutturale di Porcellasco alla spinta all’innovazione tecnologica, con la partecipazione anche del Ministro De
Castro che abbiamo coinvolto nel corso delle sue recenti visite alla Cattolica ed alla Fiera”.

Infine, l’assessore Giorgio Toscani ha ricordato i traguardi raggiunti dal centro guidato dal prof. Galli, noto in tutto il mondo accademico ed agricolo internazionale: “Cremona non può
perdere questa realtà, che deve divenire un centro di riferimento regionale, nazionale ed europeo, in sinergia con le realtà interprovinciali presenti per costituire un polo di
riferimento, di sviluppo della ricerca applicata, con un ritorno economico per il territorio e gli operatori, oltre alle ricadute in termini di ricerca per la salute”.
Il prof. Galli ha evidenziato la necessità di ulteriori ricerche rivolte al mondo allevatoriale e biomedico, specificamente utilizzando i grossi animali, in connessione agli studi
applicati alla salute dell’uomo.

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