Una E-mail ci rimetterà in forma

Una E-mail ci rimetterà in forma

By Redazione

Spesso il computer (specie se provvisto di collegamento ad Internet), viene visto come una delle più valide attrattive ad una vita sedentaria ed inattiva e, per questo, considerato
nemico della forma fisica e del benessere.

Questa volta, però, succede il contrario: Barbara Sternfeld, studiosa del Kaiser Permanente Northern California Institute di Oakland, in California ha verificato con una ricerca
l’ efficacia del PC e di Internet come supporto per il miglioramento della forma fisica.

La Sternfield ha messo in pratica il programma ALIVE (A Lifestyle Intervention Via E-mail), sperimentandolo sui creatori, 787 impiegati del Kaiser Permanente, per l’occasione divisi in due
gruppi: quelli che ricevano mail salutiste e quelli che ricevevano mail informanti se e quanto il loro grado di attività fisica e la loro dieta fossero in linea con le linee guida
in materia.

I risultati dello studio, pubblicati sull’ American Journal of Preventive Medicine, evidenziano come dopo 16 settimane di trattamento i destinatari delle e-mail salutiste erano
più attivi, includevano più frutta nella propria alimentazione e facevano più attività fisica rispetto ai membri del secondo gruppo.

A quanto sembra, il perno del successo della ricerca è da ricercarsi nei famosi messaggi di posta elettronica.

Innanzitutto, essi ponevano obiettivi di bassa difficoltà, poiché contenevano “Piccoli, semplici consigli e obiettivi minimi che ciascuno poteva porsi: scegliere uno snack a
base di frutta o verdura almeno 3 volte alla settimana, camminare 10 minuti durante la pausa pranzo, lasciare l’auto a casa per andare a far la spesa”,
come ricorda la Sternfield.

Inoltre, le e-mail erano calibrate sul profilo del destinatario: basandosi su questionari riempiti dai soggetti prima dell’ esperimento, i ricercatori avevano ricavato informazioni sul tipo di
vita condotta da essi (ad esempio i cibi preferiti o l’attività fisica svolta), potendo così creare per ciascuno un percorso ad hoc.

Ogni e-mail faceva infatti riferimento ad una home page personale dove ciascuno poteva trovare consigli e materiali vari per riuscire a raggiungere i piccoli obiettivi che di volta in
volta venivano proposti, oltre che metodi semplici per verificare ciò che si era riusciti a fare.

Barbara Sternfield riassume così la logica operativa dietro il programma ALIVE : “Si tratta di un intervento poco costoso e soprattutto efficace, perché include tutti gli
elementi che gli scienziati comportamentali ritengono più utili per cambiare davvero le abitudini: piccoli obiettivi individualizzati sulle caratteristiche di ognuno, rinforzo
dell’impegno, valutazione continua dei risultati raggiunti. Questo è un ottimo modo di utilizzare la tecnologia: in passato si erano provati interventi in cui erano le persone a dover
accedere di loro volontà al web per ottenere suggerimenti e consigli simili a quelli delle e-mail impiegate nel nostro progetto. Far arrivare queste informazioni direttamente nella
casella di posta elettronica di ciascuno è però molto più efficace”.

A rischio di gettar acqua sul fuoco, bisogna ricordare che i limiti di sperimentazione rendono il valore della ricerca relativo: un conto è testare un progetto su 700 persone, un conto
è lavorare con un numero di “cavie” più ampio.

La Sternfeld è pero sinceramente convinta dell’impatto positivo delle e-mail sulla salute delle persone ed è pronta a mettersi in gioco con ulteriori verifiche.

Matteo Clerici

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