UE TAGLIA DIETA MEDITERRANEA, DAL POMODORO AL VINO by Coldiretti- Commento di Comolli

UE TAGLIA DIETA MEDITERRANEA, DAL POMODORO AL VINO by Coldiretti- Commento di Comolli

By Giuseppe

Dieta Mediterranea a rischio, soprattutto viene colpita gran parte delle produzioni agricole italiane

Newsfood.com, 30 ottobre 2023
Giampietro Comolli
(commento al comunicato stampa di Coldiretti del 24 ottobre u.s.
E’ giusto, è utile gridare sempre “ al lupo al lupo” ma poi non prendere una parte in modo deciso?
Può un sindacato (agricolo e non) di imprenditori e di datori di lavoro “denunciare” senza prendere provvedimenti imprenditoriali, economici, strumentali, strutturali? Paga questa politica sindacale?
Secondo me no! Lo dico da ex dirigente Coldiretti anche regionale e nazionale (dal 1982 al 1988), già figlio di un fondatore dei Club 3P e Inipa. Lo sappiamo da anni che l’agricoltura UE vive sul dilemma, a volte scontro (molte volte solo parole), fra le produzioni nord europee e quelle mediterranee e sud Europa. La UE da anni ci prova!
Per quante Pac (dal 2000 ad oggi come minimo) abbiamo assistito a lanci di invettive contro le proposte e le discussioni in Commissione, per poi addirittura arrivare a leggere e a sentire che “… è la migliore Pac possibile… abbiamo ottenuto… saremo vigili”.
Ebbene ho vissuto a Bruxelles e Strasburgo la Pac dal 2010 al 2014: ho martellato su cambi strategici, nessun appoggio, e nulla è cambiato. Per diversi gruppi parlamentari “ombra” come si chiamavano benevolmente, ho partecipato insieme ad altri policy advisor.  Quanti “trilogo” persi. Già nel 2000 l’on dott Paolo De Castro era ai vertici del potere decisionale, consultivo, costruttivo, propositivo… Un reale muro contro muro non l’ho mai visto.
La questione “meno fitofarmaci” sta a cuore a tutti: io stesso feci una proposta di investimenti in ricerca scientifica e tecnica sulla genetica delle piante e sulla produzione di fitofarmaci naturali già nel 1998 appena fondata la Federdoc a Roma, la federazione di tutti i consorzi di tutela dei vini italiani.
Caduto tutto nel dimenticatoio: era più importante avere tanti soldi per i PRS (un potere discrezionale delle Regioni) e per OCM di promozioni commerciali e pubblicità. Il nord Europa ha usato gli euro per soddisfare e rispondere ad azioni e misure di sostegno reddito agricolo nazionale,  come contentino,  e noi italiani abbiamo accettato.
Ma quello che “scrive” oggi la Coldiretti è tutto vero: un panorama e una prospettiva che può trovare realizzazione nel mondo agricolo nazionale in breve tempo. Ma cosa otteniamo? E’ il solito modello per ottenere altri fondi sull’acciaio o sulla meccatronica o automotive come una volta invece che in agricoltura?   L’arrivo in Europa e in Italia di prodotti globali e internazionali sta scritto nella realizzazione di quella globalizzazione merceologica commerciale prioritaria a tutto e a tutti.
L’Italia (ma anche la UE) con alti costi produttivi, inflazione, carenza di credito, mancanza di manodopera, meccanismi contrattuali vecchi, controlli inutili in azienda, costi e spese aggiuntivi della filiera lunga… .sono in difficoltà. E le imprese lo saranno ancor di più… L’Italia è il paese più “green” d’Europa, realizziamo volumi significativi in diversi prodotti Bio rispetto ai paesi europei (ad eccezione della Spagna per certi settori), ma quanto Bio è Bio e quanto il Bio è cavalcato più come “moda” e più per ottenere fondi UE a fondo perduto piuttosto che essere un “modello” di vera sostenibilità ambientale, culturale, produttiva.
La “buttade” del “ sale alimentare Bio”, non è l’ultima scoperta della UE. E noi italiani con il miglior sale alimentare da cucina e da conservazione del cibo ( e no spreco) che facciamo realmente?
Comunicati stampa tutti i giorni lamentando che non ci ascoltano, che giocano contro. Io sono un fervente e assoluto difensore delle produzioni nazionali, un forte accusatore della UE e di una lenta burocratica complessa articolata Commissione Agricoltura, ma se non proponiamo a breve soluzioni e progetti concreti e veloci ( da condividere almeno con 12-14 paesi UE) … saremo sempre messi nell’angolo.
Nella realtà siamo sempre uno  fra  ventisette, ma in proposte concrete potremmo essere un esempio per gli atri, e 10 o 15 paesi dovrebbero ascoltarci. Non credo che serva un lamento lungo e articolato mescolando occupazione, no spreco, calamità naturali, reddito, produzione in crisi, costi sostenibilità, resilienza, spese fattori produttivi, inflazione… solo per riempire una pagina di giornale…
Propongo: pensiamo a un progetto forte. Abbiamo già Unesco per Dieta e per Cucina (fra un po’) e allora coinvolgiamo tutti gli attori della filiera agricola nazionale. Andare da soli non serve. La verità in tasca o in testa non ce l’ha uno solo anche se è molto attivo, bravo, potente.
UE: COLDIRETTI, TAGLIA DIETA MEDITERRANEA, DAL POMODORO AL VINO
Data: 24 ottobre 2023, 16:32:27 CEST
N. 905 – 24 ottobre 2023
 
 
UE: COLDIRETTI, TAGLIA DIETA MEDITERRANEA, DAL POMODORO AL VINO
L’Unione Europea vuole sacrificare produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, ritenute meno importanti pur di portare avanti la propria irrealistica proposta di dimezzare l’uso di fitofarmaci. E’ quanto denuncia la Coldiretti in riferimento all’approvazione da parte della Commissione (ENVI) del Parlamento Europeo del progetto di relazione sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR).
Un provvedimento che – sottolinea la Coldiretti – avrebbe un impatto devastante sulla produzione agricola dell’Unione Europea e nazionale aprendo di fatto le porte all’importazione da paesi extra Ue che non rispettano le stesse norme sul piano ambientale, sanitario e del rispetto dei diritti dei lavoratori. Vale la pensa ricordare che i cibi e le bevande stranieri sono oltre sei volte più pericolosi di quelli italiani, con il numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari oltre i limiti di legge che è stato pari al 6,4% nei prodotti di importazione, rispetto alla media dello 0,6% dei campioni di origine nazionale, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati dell’ultimo Rapporto Efsa che offre uno spaccato della presenza dei loro residui di pesticidi su frutta, verdura, cereali, prodotti per l’infanzia, olio e vino e altri prodotti analizzati da ciascuno dei Paesi dell’Unione sul proprio territorio.
Serve un approccio realistico per sostenere l’impegno dellagricoltura verso la sostenibilità che ha già portato l’Italia a classificarsi come la più green d’Europa con il maggior numero di imprese agricole che coltivano con metodo biologico su circa 1/5 della superficie agricola totale e il taglio record in un decennio del 20% sull’uso dei fitofarmaci che restano essenziali per garantire la salute delle coltivazioni.
Secondo lo studio della Commissione Europea peraltro – aggiunge la Coldiretti – “i maggiori impatti sulla resa si verificano in colture che hanno una rilevanza limitata, come l’uva, il luppolo e i pomodori”. Una vera assurdità se si pensa che il pomodoro è l’ortaggio più consumato in Europa, tal quale e come derivati (passata, polpa, pelati, sughi…), e l’uva, sia da tavola che trasformata (in vino, succhi, distillati…) è  una produzione di cui l’Europa detiene il primato mondiale. Senza dimenticare che l’Italia, che si contende con la Francia il ruolo di principale produttore mondiale di vino ed il primo produttore di derivati di pomodoro in Europa, sarebbe il Paese più danneggiato da una politica europea folle e lontana dalle realtà delle imprese e dei consumatori.
Un indirizzo che – conclude la Coldiretti – tradisce ancora una volta l’approccio incomprensibile al cibo, inteso come tradizione, distintività, qualità, ma anche una mancanza di visione rispetto alla possibile penalizzazioni di settori di punta dell’economia europea, con drammatici effetti sull’occupazione.

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

 

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