Udine: Presentata la bozza del ddl regionale per l’energia in Friuli Venezia Giulia

Udine: Presentata la bozza del ddl regionale per l’energia in Friuli Venezia Giulia

Udine – Una nuova legge regionale per razionalizzare, semplificare, mettere ordine alla materia dell’Energia in Friuli Venezia Giulia.

E’ questo l’obiettivo del ddl la cui bozza è stata presentata ad Udine dall’assessore regionale Riccardo Riccardi al sistema economico, al mondo ambientalista, agli Ordini e Collegi
professionali competenti, alle società ed alle “multiutilities” del Friuli Venezia Giulia.

Se all’orizzonte la “scadenza strategica” è rappresentata da quel Piano energetico regionale (Per) che andrà ad essere ridefinito entro la fine del prossimo anno, in termini
soprattutto di procedure era però necessario porre mano alla revisione della normativa oggi in vigore – la legge regionale 30 del 2002 – in considerazione in particolare dell’evoluzione
del quadro normativo e del contesto operativo in cui l’Amministrazione regionale è chiamata a gestire la sempre delicata materia della produzione, trasporto e distribuzione di energia sul
territorio.

Un testo integralmente nuovo, è stato sottolineato nel corso della presentazione della bozza di provvedimento (che dopo l’adozione del Governo regionale sarà portata all’esame del
Consiglio delle Autonomie locali, sarà quindi approvata in Giunta per avviare poi il suo iter legislativo in sede di Consiglio regionale), anche perché di fatto la Regione sconta la
sua “giovane” esperienza in tale settore dopo il trasferimento di molte competenze statali con il decreto legislativo 110 dell’aprile 2002.

La bozza illustrata nella riunione intende in particolare ricalibrare i compiti di Province e Comuni rivedendo sostanzialmente i trasferimenti di funzioni in materia di impianti di produzione di
energia elettrica sia alimentati da fonti rinnovabili che tradizionali, sollevando i Comuni stessi, già oberati da troppi adempimenti, dalle competenze autorizzative attualmente esercitate
in materia ed assegnando tale competenza (per tutti gli impianti al di sotto di specifiche soglie) alle Province.

In definitiva gli impianti di potenza maggiore saranno quindi di competenza regionale, quelli di potenza meno elevata saranno di competenza solo provinciale, indica la bozza di ddl.

Altra importante novità è l’attribuzione ai Comuni della predisposizione ed attuazione dei Documenti energetici comunali (Dec) ai fini di una coerente e mirata attuazione in ambito
locale del Programma Energetico Regionale (Per) e dei Pro (programmi regionali operativi); Pro che consentiranno una più incisiva attuazione delle più importanti previsioni del
Per.

Uno degli aspetti più notevoli che il disegno di legge vuole affrontare è comunque la semplificazione delle procedure autorizzative (di competenza regionale, provinciale e comunale)
in materia di impianti energetici di produzione, depositi e infrastrutture per il trasporto e la distribuzione di energia.

Pertanto, in coerenza con gli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa si è previsto il ricorso, tranne che nei casi meno complessi, a
procedimenti unici con Conferenze di servizi.

Viene infine prevista l’istituzione da parte dell’Arpa del Catasto informatico regionale degli elettrodotti con tensione eguale o superiore a 130 chilovolt e, da parte degli Enti locali, del
Catasto informatico comunale degli impianti termici degli edifici.

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