Tramvia Firenze, ADUC: «un caso nazionale di amministrazione locale arrogante e di regime»

Firenze – Tra poche settimane a Firenze ci sarà il referendum consultivo per la tramvia e le parti in causa sono scese in campagna elettorale con metodi e argomentazioni da
brivido, c’è da dire che gli elettori sono chiamati, secondo le parti in causa, cioè amministrazione cittadina e opposizione della stessa, non tanto sul tram in sè ma sul
consenso o meno alla politica in toto del Sindaco Leonardo Domenici.

Tant’è che quest’ultimo ha chiamato a sostenere la propria causa personaggi del calibro di Segolene Royal, Joska Fischer e Walter Veltroni che, con goffi e banali interventi, visto
l’argomento prettamente locale, hanno creduto di dare man forte al Sindaco. Non solo, ma la stampa locale filo-Sindaco si è prestata a diffondere fotografie taroccate per dimostrare il
contrario della realtà: cioè impatto ambientale ridotto… sicuramente meno dell’attuale situazione, ma non mini come nelle foto diffuse. Nel contempo l’opposizione (Udc e Forza
Italia in testa) pur di rimarcare che il Governo della città non è di loro gradimento, se ne inventa di tutti i colori, con argomenti che neanche il più estremista
ambientalista sostenitore dell’era bucoli ca si sentirebbe di tirare in ballo.

Tutto questo in un contesto in cui i lavori per la realizzazione sono a buon punto ed un eventuale stop costerebbe fior fiore di penali per l’amministrazione.
A chi giova, quindi l’eventuale realizzazione o meno della tramvia? In termini di soldoni c’è il pericolo/certezza che l’unico a pagare sia il contribuente: da una parte bloccando i
progetti e facendo pagare milioni di penali, dall’altra realizzando un progetto che non si capisce perchè non abbia colto l’occasione per completamente pedonalizzare l’area intorno al
Duomo e far passare il tram altrove.
Siccome l’alternativa paventata dall’opposizione politica è lasciare le cose come stanno, con l’intenso traffico intorno al Duomo che sta distruggendo tutto, noi invitiamo i cittadini a
valutare il male minore e quindi accettare il progetto dell’amministrazione cittadina che, almeno, farà deperire la zona molto più lentamente.

Nel contempo, però, abbiamo da fare alcuni rilievi non secondari su questa schifezza di Sindaco che ci ritroviamo. Un Sindaco che sembra avere una storia conflittuale con la
legalità, tant’è che a sentenza del Tar e indicazioni del Corecom perchè rispettasse le regole della campagna elettorale, ha replicato che lo faceva ma convinto del
contrario, e quindi di avere speso i soldi dei contribuenti per violare le leggi. Niente di nuovo: questo è il Sindaco che, con la vicenda dei lavavetri si è coperto di ridicolo e
di illegalità e, nonostante questo, continua a dire di avere fatto il giusto e a pagare avvocati per affermare anche le cose più incredibili e illegali davanti al Tar, avendo poi
solo trasformato i lavavetri in accattoni che stazionano sempre ai semafori e in venditori abusivi di paccottiglia che occupano le strade del centro storico.

Ci auguriamo solo che i contribuenti e gli elettori si ricordino di queste cose nella prossima campagna elettorale e, valutando le alternative alla persona di regime che verrà proposta
in vece di Domenici, lo facciano con serenità, ricordandosi anche le fesserie che l’attuale opposizione sta dicendo contro la tramvia e, soprattutto, ricordandosi che una questione come
quella del trasporto urbano locale è stata trasformata, per volontà di entrambi i contendenti, in un mero gioco delle parti partitiche sulla pelle e sulla tasche dei cittadini.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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