Toscana: Piano straordinario per il contenimento degli ungulati
25 Maggio 2009
Toscana – Il Piano straordinario per il contenimento degli ungulati della Regione soddisfa la Cia Toscana. L’impegno ad adottare un Piano straordinario era stato assunto dal presidente
della Regione Claudio Martini nelle conclusioni della Conferenza regionale della caccia dello scorso mese di febbraio.
Una promessa mantenuta dalla Giunta regionale, che ha approvato il 18 maggio una delibera che affida ampi poteri alle province per definire entro 30 giorni interventi in grado di far uscire il
territorio toscano dall’emergenza ungulati entro tre mesi. Un provvedimento, sottolinea la Cia Toscana, che giunge mentre si moltiplicano gli allarmi e le denunce sui gravi danni agricoli,
ambientali e civili determinati dalla presenza invasiva degli ungulati.
“Una situazione – denuncia Marco Failoni della presidenza regionale della Cia – grave, siamo ormai al collasso. I produttori agricoli e forestali sono ormai esasperati; veri e propri allarmi
sono giunti negli ultimi giorni dai boscaioli pistoiesi, che denunciano la devastazione delle foreste, con rilevanti danni ambientali, e dai viticoltori del Chianti, che alla crisi del settore
vedono aggiungersi i danni alle produzioni ed agli impianti provocati dai cinghiali.
Si tratta quindi – conclude Failoni – di intervenire rapidamente per riportare la densità di ungulati a quella definita dalle norme regionali, 2,5 capi per ogni 100 ettari: oggi siamo ad
almeno 10 capi per 100 ettari, quattro volte più del consentito”.
Per il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci “l’iniziativa della Giunta regionale è da apprezzare, anche perché dà concretezza alle linee indicate da Martini
concludendo la Conferenza regionale. Ora però si facciano subito i piani provinciali, non sono tollerabili ulteriori ritardi né eventuali negligenze – sottolinea Pascucci –
chiunque venisse meno alle proprie funzioni assumerebbe una responsabilità grave.
In molte province si stanno in questi giorni convocando incontri e consultazioni. Questo è positivo – conclude Pascucci – ma sia chiaro un punto: all’ordine del giorno vi deve essere
l’attuazione del piano straordinario. Ci auguriamo che nessuno pensi di anteporre a questa priorità il tema delle deroghe al divieto di foraggiamento. Sarebbe un atteggiamento
irresponsabile che troverebbe la più ferma opposizione della Cia”.




