Terzo posto per la squadra italiana alla Coppa del mondo della Panificazione

È il miglior piazzamento dell’Italia alla Coppa del Mondo della panificazione, eppure la sensazione è che si sarebbe potuto ottenere ancora di più da questa spedizione a
Europain, se solo l’emozione non avesse giocato un brutto scherzo ai nostri ragazzi.

Angelo Principe, Paolo Rossi e Armando Guerini, capitanati dal coach Settimio Tassotti, si sono piazzati al terzo posto, ma la classe dimostrata durante le durissime prove di abilità cui
si sono sottoposti avrebbe meritato sicuramente un miglior riconoscimento a livello collettivo, anche perché a livello individuale i risultati sono stati decisamente ottimi.

Tutti e tre sono stati infatti selezionati nelle rispettive categorie per la coppa del mondo individuale che si terrà sempre a Parigi tra 2 anni. E l’Italia è l’unico paese
partecipante ad aver avuto questo onore (seguono Francia e Taiwan con 2 rappresentanti ciascuno), segno che la giuria era perfettamente consapevole del loro valore. E proprio la giuria è
una nota positiva di questa edizione della Coppa del Mondo.

A partire dal Presidente, il marocchino Kamal Rahal Essoulami, che ha diretto la competizione in modo esemplare, con il giusto mix di severità e comprensione. Ma tutti i giurati (Benny
Swinnen per il Belgio, Mario Fortin per il Canada, Marcelo Galvez per il Cile, Hong Jong Heun per la Corea del Sud, Boldizsar Ilonka per l’Ungheria, James Griffin per l’Irlanda e Kao Sieu Luc
per il Vietnam) si sono dimostrati all’altezza della situazione smentendo chi credeva pericolosa una giuria così eterogenea e composta da elementi con gusti molto lontani da quelli
europei. Proprio il fatto di provenire da realtà così diverse ha invece contribuito alla formulazione di un giudizio davvero obiettivo e «super partes», cosa che non
si era sempre verificata nelle edizioni passate, e va dato merito agli organizzatori di aver compiuto una scelta coraggiosa che li ha pienamente ripagati. Qual è stato dunque il segreto
dei nostri ragazzi? Un mix di molti fattori: grinta, professionalità, impegno, serietà. Il presidente della Federazione italiana panificatori, Edvino Jerian, non ha mancato di
manifestare il suo entusiasmo per la loro preparazione:«Sono dei panificatori fantastici».

Entusiasmo che si è moltiplicato aall’annuncio del terzo posto. I pani presentati da Paolo Rossi ,così come le viennoiseries di Angelo Principe, hanno colpito giuria e pubblico
per l’equilibrio, la sapidità, la «bellezza». Per non parlare del pezzo artistico di Armando Guerini, ispirato al volo di Leonardo, sobrio ed elegante al tempo stesso. Un
cenno particolare alla dedica legata al suo pezzo: Armando ha voluto dedicare il Volo di Leonardo a tutti gli uomini e le donne che ogni giorno perdono la libertà e la vita per il bene
degli altri e in questi giorni di angoscia per le sorti dei monaci tibetani, di Ingrid Betancourt e di molti altri, il suo gesto e la sua generosità hanno commosso anche i mattatori
della competizione, abituati a non farsi condizionare dalle emozioni.

Bisogna veramente rivolgere un grazie a questi tre professionisti che hanno fatto molti sacrifici per prepararsi adeguatamente alla competizione rinunciando al tempo libero, agli affetti e, in
qualche caso, anche ai profitti per poter portare alto l’onore della Fippa e del Richemont Club. Hanno sconfitto avversari molto agguerriti: la Spagna, forte degli ottimi risultati di Lille, il
Giappone e gli Stati Uniti, per la prima volta da molto tempo fuori dal podio e molti altri bravissimi colleghi stranieri. Non sono riusciti ad avere la meglio sui padroni di casa e sulla
sorprendente squadra di Taiwan, ma l’appuntamento è solo rimandato, perché la coppa individuale di specialità non è poi così lontana e la sensazione è
che potremmo portare a casa ben di più della «medaglia di bronzo».

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