TAR, no all’alimentazione forzata e cure obbligatorie

TAR, no all’alimentazione forzata e cure obbligatorie

Importante sentenza del Tar del Lazio in tema di testamento biologico ed alimentazione forzata.

I giudici, con la Sentenza
8560/09
hanno deciso sul ricorso dell’avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Movimen­to difesa dei Cittadini, dopo l’at­to di indirizzo col quale a di­cembre il ministro
del Welfare Maurizio Sacconi ha diffidato le strutture del sistema sanita­rio pubblico a sottrarre idrata­zione e alimentazione a pazien­ti in stato vegetativo
persisten­te.

Con il provvedimento, il Tribunale amministrativo sostiene che a nessun cittadino, a prescindere dallo stato di coscienza, possono essere imposte l’alimentazione e l’idratazione forzata. Anche
quando in stato vegetativo, l’individuo il diritto di affermare ex post la propria volontà di interrompere le tera­pie (comprese quelle legate al sondino).

Scrive il tribunale:

I pazienti in stato vegetativo permanente che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati
rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei
loro confronti”

e ancora

(Il paziente) vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi”.

Il TAR ha poi ricordato come sia entrata in vigore la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che impone che venga loro garantito il consenso informato.
Infine, ha sottolineato come il rilievo costituzionale dei diritti coinvolti escluda che gli stessi possano essere compressi dall’esercizio del potere dell’autorità pubblica.

 Il dispositivo afferma anche  l’esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo. In caso di violazione dei principi richiamati dal TAR, spetta al giudice ordinario garantire
il pieno rispetto dei diritti della dignità e della libertà della persona.

Soddisfatto l’avvocato Pellegrino: “Una decisione molto impor­tante. Richiama i principi costituzio­nali in base ai quali una legge che impedisca a un disabile la sospensione di queste
cure sa­rebbe incostituzionale e intro­durrebbe una forma di discri­minazione”.

Commenti positivi anche dai membri del PD: per Livia Turco è “Inaudito propor­re per legge il divieto a inter­rompere l’alimentazione, come vuole Sacconi”, mentre Marino
sottolinea come ” Vengo­no chiarite molte ambiguità”. Sulla stessa linea di pensiero Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni.

Di parere nettamente opposto la maggioranza dei politici del Pdl.

Duro Maurizio Gasparri, presidente del senatori del Pdl: “Su questi temi servono nor­me precise, non la fantasia del­la giustizia amministrativa”. Preoccupato il Vicepre­sidente
Vicenzo Quagliariello, che ritiene come “San­cire che la volontà di un indivi­duo possa essere ricostruito ex post incarna in sé il virus del to­talitarismo”.
Voce dissonante quella di Domenico Nania per cui “La sentenza non ha tutti i torti: mi sembra costituzionalmente corretto che il paziente possa rinuncia­re alle cure e all’assistenza
sani­taria, rientrando nella sua tota­le autonomia e nella sua sfera giuridica privata”.

Matteo Clerici

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