Sostenibilità, Zaratti: «Protagonisti innovazione tecnologica»

Roma – Come la scienza e la tecnologia possono contribuire a salvaguardare l’ambiente e a garantire uno sviluppo ecosostenibile della società, questo il tema del convegno
‘Obiettivi 2020: Scienza e tecnologia per l’ambiente – Il ruolo dell’innovazione nelle sfide ambientali – Le nuove frontiere dell’energia solare’ promosso dall’assessorato all’Ambiente e
cooperazione tra i popoli della regione Lazio e da Sviluppo Lazio.

Il convegno si è svolto all’interno della terza edizione del Festival delle Scienze, intitolato ‘coScienza Globale. Ambiente, risorse, energia, povertà, dallo sviluppo sostenibile
all’interdipendenza planetaria’ in corso fino al 20 gennaio.

Tra i temi trattati: le nuove politiche ambientali per le tecnologie rinnovabili, le nanostrutture per le celle solari ibride, l’innovazione tecnologica nel fotovoltaico e il Polo Solare
Organico del Lazio, i nuovi materiali per l’energia e l’ambiente e le nuove frontiere dello sviluppo ecosostenibile. «Quando abbiamo iniziato a governare questa regione – spiega
l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti – ci siamo guardati intorno e la situazione regionale e italiana era all’anno zero per ciò che riguarda le rinnovabili Eravamo gli
ultimi nella produzione di energia da fonti rinnovabili, i primi con una mobilità quasi esclusivamente privata e un patrimonio edilizio definibile come un colabrodo energetico. In
più se volevamo invertire questa tendenza potevamo solo ricorrere a brevetti provenienti da altri paesi e non esisteva industria ma solo qualche artigiano installatore».

«Abbiamo stanziato quasi il 40% del nostro bilancio in ricerca, formazione ed informazione- ha continuato Zaratti – abbiamo deciso di giocare le stesse scommesse che l’Unione europea e la
Germania avevano considerato come strategiche nella agenda dei paesi sviluppati: idrogeno, solare organico e mobilità sostenibile. Anzi, permettetemi con orgoglio di dire che, seppure
con cifre minori della Germania, la scommessa sul solare di terza generazione è partita prima nel Lazio e poi in Germania. Tanto che oggi possiamo essere protagonisti con pari
dignità e con pari opportunità».

Il professor Di Carlo ha illustrato l’attività del Polo Solare Organico della Regione Lazio (CHOSE), istituito nel dicembre 2006 dalla Regione Lazio, attraverso il Dipartimento di
Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. «Gli obiettivi – ha detto De Carlo – sono molteplici, da un lato il Polo si caratterizza per lo sviluppo di
tecnologie di produzione di celle fotovoltaiche basate su materiali organici e su processi di fabbricazione innovativi, e dall’altro tende a promuovere il trasferimento di questa tecnologia
verso una attività industriale incentrata sul fotovoltaico di tipo innovativo».

Il professor Lukas Schmidt-Mende, della Ludwig Maximilliams University di Monaco, ha evidenziato i vantaggi dell’utilizzo delle nanostrutture per le celle solari ibride, mentre Giuseppe
Pezzotti ricercatore del Kyoto Institute of Technology (KIT) ha raccontato l’esperienza di un gruppo di scienziati e tecnologi italiani, ormai da molti anni completamente inseriti nell’ambito
tecnologico giapponese. Il gruppo collabora attivamente allo sviluppo di tecniche avanzate nei campi più svariati della scienza dei materiali e dei dispositivi: dalle biomediche,
all’elettronica, alla scienza ambientale. «Nuovi dispositivi analitici sono stati inventati e brevettati – ha spiegato Pezzotti – con lo scopo principale di migliorare i processi di
produzione industriale e di contribuire ad una maggiore efficienza sia nel controllo di qualità sia nella minimizzazione dell’impatto delle tecnologie avanzate sull’ambiente».

Per Claudia Bettiol del CdA di Enea «la possibilità di raggiungere gli obiettivi europei al 2020 (20% energie rinnovabili, 20% aumento efficienza energetica e 20% riduzione
emissioni climalteranti in atmosfera) si fonda su due condizioni legate alla capacità di accettare una visione dinamica, ma sostenibile, del rapporto fra uomo e natura e alla
capacità di tornare a provare l’emozione «dell’azione» abbassando la soglia in cui la paura dell’ignoto paralizza l’azione. Accanto alle questioni tecniche relative a nuovi
modi di produrre, accumulare ed utilizzare energia, infatti, occorre considerare il modo in cui queste nuove tecnologie vengono realmente percepite e utilizzate dall’uomo. Da una parte
innovazione scientifica, dall’altra le nuove tecnologie che utilizzano le scoperte scientifiche e le rendono fruibili ad un grande numero di persone. In questo senso anche gli interventi di
risparmio e di efficienza energetica implicano un’azione del singolo individuo che modifica abitudini e comportamenti usuali introducendo nuovi stili di vita».

Durante il Festival delle Scienze è esposta, nello spazio antistante l’Auditorium, una Casa Ecologica, costruita con le più innovative tecnologie per il risparmio energetico. Si
tratta di una struttura innovativa realizzata dall’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, da Sviluppo Lazio, con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente. Il prototipo della Casa
ecologica è visitabile all’ingresso dell’Auditorium e accoglie i visitatori del Festival delle scienze. Successivamente sarà esposta nelle province del Lazio.

La Casa ecologica consuma un quarto dell’energia, emette il 20 per cento in meno di anidride carbonica di una casa tradizionale e permette risparmi rispetto alle normali abitazioni per oltre
3.000 euro all’anno.

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