Che schifo ! Lugano, serata “clinic”: brindisi e “pappagalli”,…aperitivo e siringhe,…cibi e cateteri

Che schifo ! Lugano, serata “clinic”: brindisi e “pappagalli”,…aperitivo e siringhe,…cibi e cateteri

Riceviamo la news letter di Attilio Scotti e la pubblichiamo integralmente -non certo per fare pubblicità al “grande chef” citato ma per far notare quanto si stia cadendo nel ridicolo, nel cattivo gusto.

Sinceramente ci piacerebbe andare a vedere se, e quanti, saranno coloro che andranno a farsi prendere per il sedere.

Ci farebbe piacere conoscere altresì il pensiero del Sindaco di Lugano e dei suoi cittadini… per noi è vilipendio al decoro della città e una grave irriverenza alla rispettabilità della persona !

Redazione Newsfood.com

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Da: “AttilioScotti”
Oggetto: Fw: Lettera della settimana CUCINA LAVASTOVIGLIE.pdf
Data: 24 marzo 2014 07:45:34 CET

botta & risposta
IL SUICIDIO DELLA RISTORAZIONE

A Lugano lo chef Marco Farina ( già noto alla Birraria di Mendrisio per la sua cucina del barattolo) nel ristorante Back tu Beck ( via F: Ciani, 11) ci sorprende con una cucina all’avanguardia cucinare con la lavastoviglie e lavabicchieri. Non è uno scherzo: ho trascritto esattamente quanto ricevuto: : venerdi 28 marzo: la prima cena in lavastoviglie e lavabicchieri: una serata eccezionale. Si informa inoltre che venerdi 4 aprile 2014 una serata superfantamegaiperspettacoloratissima “clinic”; ovvero brinderemo insieme incrociando i “pappagalli”, sorseggeremo un aperitivo dalle siringhe, ci scambieremo cibi e cateteri . Lascio i commenti ai lettori. (sunto della lettera settimana inviata 20 marzo 2014).

CUCINARE CON LA LAVASTOVIGLIE
Ricevo dal cuoco Marco Farina di Lugano una mail nella quale risponde alle mie ironiche considerazioni sul cucinare con la lavastoviglie, tirando in ballo Herv This chimico francese ( considerato il padre della cucina molecolare) ed elevando questo modo di cucinare alla cucina della “vasocottura”, asserendo che cucinare con la lavastoviglie non è una a moda ma un modo serio per cuocere i cibi a temperatura costante. Auguro al cuoco Marco Farina buona fortuna per questa nuova formula di cottura, come auguro buona fortuna alle sue serate enogastronomiche. all’insegna di brindisi con cateteri, pappagalli e siringhe. ( lettera settimana inviata il 24 marzo)

 

Redazione Newsfood.com

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Commenti ( 2 )
  1. Michelangelo Romano
    5 Aprile 2014 at 5:00 pm

    Il presente e il futuro della Ristorazione sembrano passare per Lugano. Ma dovremmo smettere di frequentare trattorie e ristoranti e privilegiare luoghi più idonei a celebrare una cucina innovativa, e il correlato servizio, di cui si fa profeta lo chef Marco Farina. I luoghi deputati potrebbero essere lavanderie, retrobotteghe di ristoranti, astanterie, cliniche ospedaliere a pagamento o convenzionate con la Asl.
    Questione di gusti. Per metterci a tavola faremmo bene, allora, ad affidarci a sguatteri, colf e infermieri. Di sicuro stiamo esagerando, ma Il fine dell’iniziativa luganese è sbigottire ad ogni costo, anche fuori dal periodo carnevalesco, proponendo sterile divertimento e non una cucina in grado di soddisfare un primigenio bisogno di buon cibo e di trasmettere piacevoli sensazioni.
    Dal gusto si è, infatti, passati al disgusto, in libera caduta di stile e di buon gusto. Siamo, ormai, alla fine dello show; siamo arrivati, per così dire, alla prova del… cuoco.
    Lo star system della Ristorazione fa il resto, abbacinando e fabbricando intellettuali e divi dei fornelli, i cui cachet spesso si giustificano più col fumo del nome pubblicizzato che con l’arrosto messo nel piatto.
    Lo chef Farina, però, è modesto, e, non volendo andare oltre i propri meriti, confessa che non è tutta farina del suo sacco.
    A domanda risponde di avere un padre nobile: il suo ispiratore e Maestro di cucina è niente meno che un chimico, il francese Hervè This, considerato il padre della cucina molecolare.
    I suoi precursori certamente sono da individuare nell’inglese Heston Blumenthal e nel “provocatore” spagnolo Ferran Adrià, il quale ultimo, guarda caso, ha debuttato nel mondo della cucina come lavapiatti e cuciniere militare.
    Insomma, tira aria nuova in cucina. Dimenticate Escoffier e Artusi, andate a lezione da Marco Farina e, per cucinare seriamente, attrezzatevi con una efficiente lavastoviglie. Oltretutto, dopo esservi esercitati a dovere, potreste non aver più bisogno del forno e dei fornelli. Meno elettrodomestici e più spazio in cucina e, forse, risparmio di tempo. Con un carico ben fatto, lavate i piatti della sera e contemporaneamente vi preparate il pranzo o viceversa.

  2. Antonio Nero
    27 Luglio 2014 at 9:15 am

    Mi sembrava di avere letto un’intervista ai due titolari, un discatore e una mancata designer, dove dicevano di amare la buona cucina genuina. Ho persino letto la recensione scritta dalla titolare del Back to Bech su un ristorante storico del luganese dove usava commenti lesivi e diffamatori del tutto gratuiti e soprattutto falsi. Beh, andate e rendetevene conto da soli. Se questo è quanto si può mettere in campo per stupire l’utenza, a cominciare dal cartello posto all’ingresso, recante la selezione di persone che non sono benvenute …… Il futuro è altrove.

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