Sanità Abruzzo: fondi a centri pubblici per procreazione assistita

By Redazione

Pescara, 2 Novembre 2007 – In relazione alla notizia riguardante la ripartizione dei finanziamenti dei centri di procreazione medicalmente assistita, si precisa che a beneficiarne sono
soltanto i centri pubblici, le risorse, di provenienza statale sulla base delle legge 40 del 2004, ammontano ad oltre 148 mila euro e sono aggiuntive rispetto a quelle regionali.

Tali finanziamenti, che lo Stato ha previsto in tre annualità, sono della stessa entità dell’anno precedente e di quella della prima annualità. Si tratta di fondi che
vengono destinati ai tre centri per la procreazione medicalmente assistita delle Asl di Chieti, L’Aquila e Pescara in base a due criteri: per il 50% il finanziamento viene suddiviso in parti
eguali e per il restante 50% sulla base dell’attività svolta nell’anno precedente.

Il monitoraggio delle attività ha riguardato, invece, tutti e cinque i centri presenti sul territorio regionale, quindi anche i due privati. In merito, poi, alla regolamentazione dei
Centri di Riferimento Regionali (CRR), che la Giunta ha deliberato sempre nell’ultima seduta, si fa presente che riguarda i centri già esistenti e quelli che lo diventeranno a seguito di
certificazione, quindi senza alcuna preclusione di carattere territoriale.

Si tratta di strutture che saranno parte integrante del Piano Sanitario regionale. Un provvedimento che si lega al Piano di riordino della rete ospedaliera, nel contesto delle azioni tese
migliorare il livello qualitativo dei servizi e delle attività degli operatori che, nel tempo, hanno sviluppato profili professionali di alto livello.

Le richieste di riconoscimento come Centro di Riferimento Regionale e quelle di conferma, se si tratta di un Centro già esistente, dovranno essere inviate dalle Direzioni Generali delle
Asl all’Agenzia Sanitaria Regionale, individuata come struttura responsabile dell’istruttoria tecnica del processo di certificazione dei CRR.

Il percorso prevede l’inserimento nella documentazione delle motivazioni della richiesta e dei dati epidemiologici, degli obiettivi del centro, dell’attività assistenziale, di quella
scientifica, delle dotazioni strutturali, tecnologiche e professionali e della stima di impatto economico.

In caso di conferma della certificazione di CCR, la stessa ha durata quinquennale. In caso, invece, di riconoscimento, sarà necessaria una delibera di Giunta ed avrà luogo una
certificazione provvisoria di durata triennale.

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