San Raffaele, sciopero del 31 ottobre: igiene, sicurezza e contratti al centro del confronto

San Raffaele, sciopero del 31 ottobre: igiene, sicurezza e contratti al centro del confronto

By MM

Milano, 3 novembre 2025

Si è svolto venerdì 31 ottobre lo sciopero del personale dell’Ospedale San Raffaele di Milano, con un corteo che ha coinvolto circa mille lavoratrici e lavoratori tra infermieri, tecnici, amministrativi e personale della ricerca.
Al centro della mobilitazione, le criticità igienico–strutturali della struttura e le differenze contrattuali rispetto alla sanità pubblica.

Dal corteo all’incontro in Regione Lombardia

La manifestazione, promossa dalla RSU del San Raffaele con l’adesione di diverse sigle sindacali, è partita dalle sedi di via Olgettina e Turro per concludersi davanti a Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia.
Una delegazione è stata ricevuta dal direttore generale Welfare, dottor Mario Melazzini, che ha ascoltato le richieste dei lavoratori e ha annunciato i primi interventi di verifica.

Igiene e sicurezza: un quadro da approfondire

Secondo le testimonianze raccolte, in diversi reparti le pulizie sarebbero state ridotte al minimo, con ambienti non sempre conformi agli standard di sicurezza.
Gli spogliatoi e i servizi igienici, in particolare, risultano in condizioni precarie, come hanno denunciato da tempo i rappresentanti dei lavoratori.

Pasquale Magro, dirigente territoriale di FIALS Milano ha sottolineato che la situazione «è ormai insostenibile».
Ha spiegato che «da mesi arrivano segnalazioni sulle carenze di manutenzione e sulla mancanza di igiene».
Magro ha aggiunto: «La priorità deve essere la tutela della salute di chi lavora e di chi si cura. Durante l’incontro abbiamo chiesto alla Regione un intervento immediato e il dottor Melazzini si è impegnato a disporre ispezioni urgenti per verificare lo stato igienico e la sicurezza interna».

Melazzini: “Ispezioni immediate e dialogo con l’azienda”

Il direttore generale Melazzini ha assicurato che la Regione avvierà ispezioni a breve e convocherà l’Amministratore Unico del San Raffaele per approfondire la situazione.
Le verifiche riguarderanno non solo le condizioni igieniche, ma anche i casi di infezioni nosocomiali e la chiusura di alcuni posti letto in dialisi.
L’obiettivo è definire un quadro realistico della situazione e pianificare, se necessario, interventi mirati.

Contratti e retribuzioni: chiesta parità con la sanità pubblica

Oltre alle questioni legate alla sicurezza, i lavoratori hanno richiamato l’attenzione sulle disparità contrattuali che separano il personale del San Raffaele da quello del sistema sanitario pubblico.
Gli stipendi più bassi e le condizioni normative meno favorevoli, spiegano i rappresentanti sindacali, contribuiscono a un crescente turnover di professionisti.
Magro ha osservato che «questa differenza alimenta l’esodo e mina la qualità dell’assistenza. Riallineare retribuzioni e tutele è l’unico modo per garantire stabilità e qualità delle cure».

Verso le ispezioni e il monitoraggio

Al termine dell’incontro, la Regione ha confermato l’avvio delle ispezioni già nelle prossime settimane.
Nel frattempo, le organizzazioni sindacali hanno annunciato che monitoreranno costantemente l’evoluzione della situazione e valuteranno eventuali ulteriori iniziative se non arriveranno risposte concrete.

Lo sciopero del 31 ottobre, dunque, non è stato solo una protesta, ma anche un segnale di confronto tra lavoratori e istituzioni, in attesa di azioni effettive per migliorare le condizioni del personale e dei pazienti.

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