Il futuro? Coltivare la terra in famiglia. Al Salone del Gusto e Terra Madre si evidenziano le macro-tendenze dell’agricoltura
1 Novembre 2014
Il futuro? Coltivare la terra in famiglia
Dopo le giuste e meritate celebrazioni dell’edizione 2014 del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre, arriva il momento di analizzare le macro-tendenze emerse durante la kermesse torinese dedicata alla “cultura del cibo e del far impresa con la terra”.
Stante gli studi condotti, quasi in tempo reale, dalla Coldiretti, si è potuto evidenziare come uno dei settori maggiormente in crescita del comparto nazionale sia quello dell’impresa agricola famigliare.
Un dato per certi versi sorprendente, se si pensa che, almeno sino a qualche anno fa, per fare “business con il cibo” la struttura, apparentemente, vincente era improntato su uno sviluppo di tipo industriale, con una produzione sempre più meccanizzata e scorporata dalle piccole logiche, e in certo casi vere e proprie “saghe” famigliari. E invece no: coltivare la terra in famiglia vuol dire, almeno in Italia, fare grande impresa.
Il direttore della Coldiretti provinciale di Alessandria, Simone Moroni, ha infatti dichiarato: “Tramite operazioni promosse da Coldiretti, come Campagna Amica, vogliamo proprio propugnare questa idea di fare impresa, tipicamente italiana. Anzi il mio augurio è che nei prossimi anni possa diventare un nostro fiore all’occhiello”.
Tra le note di forza dell’impresa agricola di famiglia vi è certamente il legame molto stretto che si sviluppa con il terreno coltivato visto, anche a livello psicologico, come “diretta prosecuzione della propria casa e quindi della propria famiglia”, il fatto di poter lavorare in un ambiente composto da persone fidate ed infine il senso di “immediata comunanza e sostegno reciproco” che si sviluppa quando si lavora tra famigliari.
Ecco che il modus operandi all’italiana dell’agricoltura famigliare può essere trasportato con forza sullo scenario mondiale. “Un prodotto cresciuto, per così dire, in famiglia – conclude l’intervento Simone Moroni – è un prodotto già di per sé più gustoso e genuino che uno realizzato anche nel migliore e più tecnologico degli stabilimenti. E sapete perché? Perché contiene un elemento che non si può aggiungere chimicamente: l’amore coltivato in mezzo alla famiglia. Mangiare in famiglia vuol dire mangiare più sane e più buono!”.
Mattia Nesto
Newsfood.com





