Sadam di Castiglion Fiorentino: importante passo avanti

“Un passo avanti significativo, una volontà forte e decisa: continuiamo a lavorare e nel giro di pochissimi giorni riteniamo di poter chiudere con un accordo che ci sta molto a cuore”,
così Susanna Cenni, assessore regionale all’Agricoltura, ha commentato la firma sul verbale che questa mattina, al termine di un incontro del tavolo bieticolo-saccarifero dedicato al
futuro dell’ex zuccherificio Sadam di Castiglion Fiorentino, è stata apposta da tutti i partecipanti alla riunione.

La firma è stata frutto della mediazione politica dell’assessore regionale che ha sottolineato l’urgenza di completare velocemente l’accordo di filiera fra tutti i soggetti coinvolti:
istituzioni pubbliche, organizzazioni professionali e cooperative del mondo agricolo, parti industriali.
Una buona parte dell’accordo di riconversione produttiva (i capitoli sugli aspetti agricoli e quelli sugli aspetti occupazionali) è già raggiunta, anche se non mancano punti di
vista diversi fra le stesse organizzazioni agricole (“Ma noi lavoriamo anche per superare queste criticità e portare tutta la parte agricola a una condivisione ampia”, ha confermato
Susanna Cenni).

Restano da definire alcune fra le questioni legate all’impatto ambientale e alla valorizzazione complessiva dell’area (“Ci siamo dati un termine temporale di dieci giorni per arrivare alla
sottoscrizione definitiva e per dar modo agli enti locali di approfondire ancora”, ha aggiunto l’assessore Cenni).
Si tratta, come noto, di un progetto industriale sul territorio di Castiglion Fiorentino in seguito alla necessità di riconvertire la produzione bieticolo-saccarifera dopo la riforma
del’OCM (Organizzazione Comune del Mercato) approvata due anni fa in sede di Unione Europea: l’Italia ha dovuto affrontare la ristrutturazione dell’intero settore con una forte riduzione della
superficie a barbabietola da zucchero e del numero degli stabilimenti di trasformazione.

Fra questi anche quello toscano nel quale sono occupati 65 dipendenti e che veniva alimentato da un bacino bieticolo di circa diecimila ettari, a cavallo fra Toscana e Umbria.
La riconversione riguarda un impianto di generazione elettrica alimentato da olio vegetale estratto da colture oleaginose e da biomasse di origine agro-forestale derivate dallo sviluppo di una
filiera agricola e forestale per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La riunione che si è tenuta questa mattina in Regione Toscana ha dunque consentito di sbloccare molti degli aspetti fra quelli già indicati nell’accordo di base raggiunto lo
scorso 26 ottobre: per la firma definitiva devono ancora essere affrontati alcuni nodi. “Favorire una ricaduta più ampia sul mondo agricolo e determinare forti garanzie sulla
sostenibilità del progetto, sono i punti sui quali possiamo ancora lavorare positivamente affinché la riconversione possa rappresentare una vera occasione di sviluppo per
l’agricoltura e per le fonti energetiche alternative”, ha concluso l’assessore Cenni.

Mauro Banchini

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