Ricordi di Natale di Edoardo Raspelli – intervista esclusiva

Ricordi di Natale di Edoardo Raspelli – intervista esclusiva

By Giuseppe

Per oltre mezzo secolo è stato – ed è tuttora – il punto di riferimento assoluto per la critica gastronomica “pane al pane, vino al vino”, quella che non cerca compiacenze né amicizie interessate.

Dice di essere ateo ma, forse, anche se a modo suo, è più credente di tanti “credenti” che si dichiarano tali…
Buon Natale Edoardo!

 

Newsfood.com, 12 dicembre 2025

NOTA DEL DIRETTORE


Se esiste una voce che sa  raccontare e giudicare la ristorazione italiana con autorevolezza, rigore, indipendenza e una franchezza oggi introvabile, quella è senza dubbio di Edoardo Raspelli. Per oltre mezzo secolo è stato – ed è tuttora – il punto di riferimento assoluto per la critica gastronomica “pane al pane, vino al vino”, quella che non cerca compiacenze né amicizie interessate.
Raspelli non ha mai fatto sconti a nessuno: né ai grandi nomi né alle piccole trattorie di provincia. Le sue celebri “ispezioni” sono sempre avvenute in incognito, come cliente qualunque e rigorosamente pagante. Nessun invito, nessun trattamento di favore, nessun conto alleggerito.
Sono migliaia di ristoranti visitati in tutta Italia, spesso senza preavviso, entrando dalla porta principale come farebbe chiunque. Una coerenza rara, che gli ha garantito una credibilità inattaccabile: rispetto e stima da parte di molti, ma anche invidie, polemiche e qualche inevitabile nemico.
Ed è forse proprio questa distinzione netta ad aver reso Edoardo Raspelli un caso unico nel panorama italiano: un critico che non deve nulla a nessuno, se non la credibilità ai lettori.

L’ho incontrato pochi giorni fa e gli ho chiesto di raccontarmi il suo Natale: senza retorica, senza frasi fatte, ma con quella sincerità disarmante che lo accompagna da sempre, a tavola come nella vita.
Giuseppe Danielli


1) Edoardo, che cosa rappresenta per te il Natale?

Ahimè, nonostante abbia conosciuto e siano entrati nella mia vita solo preti suore frati straordinari, da una ventina d’anni sono francamente ateo. Non sento assolutamente la sacralità del Natale se non il ricordo della nascita dell’Uomo più straordinario dell’umanità.

I regali obbligatori, gli auguri obbligatori… mi danno noia (anche se un panettone od una buona bottiglia, ovviamente, mi fa piacere  riceverli).

2) Quale è stato il regalo più bello che hai ricevuto?

A suo tempo un bell’orologio ed una magnifica stilografica da mia moglie

3) E del Natale in Famiglia cosa ricordi? Piatti della tradizione, aneddoti, curiosità…

Il ricordo più bello è una foto in bianco e nero con il mio povero fratello Bruno. Eravamo bambini, la parrocchia milanese dove abitavamo (Nereo ed Achilleo, in fondo a viale Argonne, noi abitavamo in via Amadeo all’angolo con via Aselli) aveva indetto una gara per l’abitazione che facesse il più bello dei presepi. Il fotografo ci riprese con gli sguardi su quello che avevamo fatto, piccolo ma con tutto il nostro cuore).

Poi ricordo il più bel regalo che abbia ricevuto da bambino: nella bella sala da pranzo, accanto al mobile dei piatti sovrastato da una grande specchiera, una bicicletta, la mia indimenticabile Doniselli numero 20. Piccola ma meravigliosa: quanti giri intorno alla mia casa, tra la pasticceria Berti 1954 di via Aselli, piazzale Gorini, la mia cara scuola elementare Leonardo da Vinci, di fronte al Politecnico, la stessa di Sandra Mondaini, Cesare e Paolo Maldini…

E per il casalingo pranzo di Natale ricordo la cassoeula che preparavano la mia nonna e la mia mamma: Fumagalli Gallera, più milanesi di così… E prima i passatelli in brodo, che mio padre, emiliano di Modena, adorava.


4) In tanti anni di carriera, quanti ristoranti hai frequentato? Quale menu ti ha particolarmente soddisfatto?

 Ho cominciato a dare i voti ai ristoranti a metà dei miei dieci anni di cronaca nera al Corriere d’Informazione, edizione del pomeriggio del Corriere della Sera, nel 1975, su ordine di Cesare Lanza. Il voto più alto, mai dato in assoluto, 19,5/20, l’ho dato a Moreno Cedroni per la sua grandiosa Madonnina del Pescatore di Senigallia (Ancona). Gli ho scritto di recente la recensione sui social, Facebook Instagram e TikTok, con migliaia di visualizzazioni.

(Edoardo Raspelli): ecco quanto scrissi:


A TAVOLA CON RASPELLI

 SENIGALLIA (Ancona) ALLA MADONNINA DEL PESCATORE

IL PIÙ GRANDE DI TUTTI: A MORENO CEDRONI 19.5/20

 Senigallia (Ancona), a Marzocca, via Lungomare Italia 11

MADONNINA DEL PESCATORE DA MORENO CEDRONI

Tel. 071.698267

www.morenocedroni.it

info@madonninadelpescatore.it

Chiuso mercoledì e giovedì

VOTO ALLA CUCINA:19.5/20

ULTIMA PROVA: 7-9-2025


Straordinario, sensazionale, emozionante, indimenticabile, geniale, trionfale… Quali mai altri aggettivi si potrebbero trovare per questo immenso chef e ristoratore cui va, con il mio 19.5/20, il voto più alto che abbia mai dato nei 50 anni da chè ho cominciato a recensire i ristoranti da “inatteso cliente qualunque pagante”.

La Madonnina del Pescatore è al suo 41esimo anno di vita; l’ho provata più volte in questi decenni ed  è stato un continuo miglioramento fino a salire al sommo vertice, a quel 19.5/20 che non ho mai dato, nemmeno a Carlo Cracco, a Vissani, a Gualtiero Marchesi, ai fratelli Roca, a Troisgros…

Non è a buon mercato ma, comunque, sarebbe meno della metà di quello che si spenderebbe in Francia: 240 euro i due sterminati menu degustazione, 160 o 180 scegliendo dalla  carta due o tre piatti più il dolce ma ogni volta, ogni portata, ogni boccone, è stupore e meraviglia.

Il più schivo tra i sommi chef italiani unisce classe e fantasia, genio creativo sublime equilibrio e buon gusto: gli “scarti” dei pesci, la cialda croccante con il pescato “stampato” al suo interno, i crostacei e le carni, i pani ed i dolci, i pre antipasto ed i pre dessert sono interscambiabili nella loro grandezza ed unicità.

Quel suo ”…e adesso chi lava i piatti?!” poi, è un succulento ghiotto giochino, suggello magistrale di un pranzo o di una cena indimenticabili.


5) Come sarà il tuo Natale di domani e quelli che passeremo in compagnia dell’Intelligenza Artificiale?

 Questo Natale 2025, come sempre, lo passerò con moglie e figli in famiglia, con tutti i parenti di mia moglie, con un brindisi vario ma limitato ed un menu di ghiotta e classica semplicità. Quando mia moglie fa la spesa, quando la facciamo insieme, il mio slogan diventa una scelta di vita: i miei piatti, il mio menu, SEMPRE, deve seguire le mie 3 T, Terra Territorio Tradizione.

Per l’Intelligenza Artificiale ?! Sono già abbastanza sconvolto: pensiamoci solo l’anno prossimo…


Intervista di Giuseppe Danielli

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