Res Tipica: «Carne e latte clonati? No, grazie»

L’Agenzia europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), ha dato il via libera scientifico alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate e dalla loro progenie sostenendo che
non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali.

Il parere segue di qualche giorno una scelta angola delle autorità americane.
Da parte della FDA americana si tratta di una decisione limitata, che riguarda solo cloni convenzionali, anche se la clonazione è uno dei metodi con il quale potrebbero essere prodotti
animali transgenici. La FDA ha comunque ammesso di aver bisogno di nuovi dati, visto che quelli disponibili sono scarsi e riguardano quasi solo i bovini.

«Nessuna esigenza di approfondimento da parte dell’EFSA? Nessun pericolo dunque? «, chiede Valentino Valentini, Presidente di Res Tipica, l’Associazione dell’Anci e delle
Città di Identità italiane.
«Il timore che il «dossier carni e latte clonati» da parte dell’EFSA possa essere stato trattato come quelli sulla commercializzazione OGM esiste: visionati gli studi
predisposti dalle multinazionali, ne riscontravano la congruenza.», prosegue Valentini, «Così ora chiediamo: quali studi e quali ricerche sono stati fatti, e con che durata,
per esprimere questo parere?»

«Questi fatti sono una ulteriore dimostrazione», sostiene Valentini, »dell’atteggiamento disinvolto che si sta adottando in tema di sicurezza alimentare: problemi nel recente
passato ce ne sono stati molti e noi auspichiamo che anche in questo campo si adottino parametri intesi a considerare maggiormente l’impatto ambientale, di conservazione della
biodiversità (che è un bene altrettanto prezioso ed irrinunciabile), oltre che etici, prima di concedere pareri e/o autorizzazioni rispondenti agli interessi di pochi,
anziché al bene comune.»

«Ora», conclude Valentini, «aspettiamo prese di posizione altrettanto chiare da parte dell’industria alimentare italiana e da parte della distribuzione organizzata».

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